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La saba

La saba – o sapa – è mosto di vino cotto, il cosidetto miele dei poveri. E’ un prodotto tipico della campagna contadina romagnola di una volta. In qualche famiglia si fa ancora. E’ ottima per macerarci dentro i sabadoni e, se adeguatamente ristretta, per accompagnare formaggi e bolliti. Da provare anche sul gelato.

Probabilmente dovevo parlarne un mese fa, in piena vendemmia. Ma si può fare anche adesso. Basta avere la pazienza di andare nelle vigne (chiedendo il permesso) e raccogliere i grappolini di uva dimenticati.

Potete fare in questo modo.

  1. Raccogliete una sporta di grappolini di uva “dimenticati” – i chicchi debbono essere ben maturi e in ottimo stato di conservazione.
  2. Stringete ben bene i grappoli con le mani per fare uscire il mosto e colatelo con il colabrodo fine, nella pentola di cottura.
  3. Avviate la cottura a fuoco lentissimo (al minimo); quando il mosto comicerà a bollire, schiumatelo dalle imperfezioni che vengono subito a galla.
  4. Continuate la cottura per almeno 10-12 ore. Il tempo della cottura dipende dalla consistenza del prodotto finale che volete ottenere. Se pensate di usare la saba per inzuppare, la terrete abbastanza lenta, Se volete usarla sul gelato o per accompagnare formaggi e bolliti, la farete più densa.

Quella che abbiamo fatto noi ieri (foto) è molto densa. Ha un odore e un sapore eccellente, lievemente caramellato.

Completata la cottura, lasciate riposare per almeno 12 ore. Noi la conserviamo in piccole bottiglie (tipo succhi di frutta) chiuse ermeticamente, come si fa quando si imbottiglia il vino.

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4 commenti

  1. la mia prima saba. la saba è venuta buonissima, 5 bottigliette piccole più mezza.
    è molto concentrata e mi sembra abbia perso l’odore di fragola.
    non vedo l’ora che nevichi per tornare indietro di 40 anni quando la mia nonna ci mandava in giardino per prendere la neve per poi arrichirla con quel succo.
    grazie ancora per lo stimolo.

    1. Grazie a te, per avermi creduto e avere provato. Provala , se vorrai, anche sul gelato, sul cavolfiore lessato, sui fagili lessati e per macerarvi i sabadoni.

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