Risotto col luppolo

In questi giorni, lungo il fiume si possono vedere e raccogliere i primi bruscandoli, o piantine di luppolo (quello della birra). Sono riconoscibili dalla vitalba, a cui assomigliano, perchè sono molto ruvidi. In ogni modo deve sempre valere la regola che se una pianta non la conosci con certezza, non la raccogli.

I bruscandoli si notano perchè si alzano dal terreno solitari. Poi cercano compagnia e si avvinghiano a gruppi, oppure, molto frequentemente, attorno alle canne. Sono ottimi per ammannire un risotto.

Si raccoglie solo la punta nel modo degli asparagi selvatici: si percorre la pianticella con le dita dal basso verso l’alto piegandola leggermente da un lato, quando si spezza, quello che vi resta fra le dita è buono (circa 10 cm).

Occorrono una ventina di puntarelle per persona. Poi se non avete idee vostre, fate così.

Tritatele grossolanamente e mettetele da parte.

Tirate il risotto. Passate nella pentola mezza fetta di pancetta a listarelle e rosolatela fino a farla croccante. Buttate il grasso, aggiungete poco olio e cipolla tagliata fine. Quando questa sarà appassita, mettete il riso, mezzo bicchiere di vino bianco e tirate. A vino evaporato aggiungete gradatamente il brodo che avrete fatto bollire a parte. A circa metà cottura aggiungete i bruscandoli. Sale e pepe quanto basta e continuate la cottura.

A cottura terminata (riso al dente), spegnete la fiamma, aggiungete al riso un buon formaggio ben strutturato come il pecorino sardo, il formaggio di fossa, il Castelmagno o anche il sempre amato parmigiano. Mescolate, lasciate riposare due minuti e servite.