Cardi fritti

Cardi fritti
Cardi fritti

I cardi. Se non avete particolari problemi di stomaco, nel corso di una stagione – e quella del cardo sta volgendo al termine – qualche volta potete provarli fritti. Sono eccellenti. Noi li ammanniamo in questo modo.

Ho già scritto che il segreto della bontà del cardo in cucina sta nella sua qualità e nel trattamento.

Prendete le foglie mediane di un cardo imbiancato sottoterra.

Togliete con cura i filamenti e la pellicina. Lavate passandoli contemporaneamente con uno spazzolino.

Tagliate a tocchetti di 3-4 centimetri di lunghezza e mettete in acqua fredda, alla quale avrete stretto del limone, per almeno un’ora.

Cuocete per circa 20 minuti nella pentola a pressione in poca acqua acidulata col limone e leggermente salata.

Scolate e lasciate stemperare il calore.

Sbattete in una ciotola due uova, aggiungete sale e pepe. Mettete in un piatto della farina e in un altro due-tre pugni di pane grattugiato, mescolato con eguale quantità di parmigiano grattugiato.

Disponete i tranci di cardo in un tovagliolo, giratelo sopra e asciugate per bene.

Prendete, uno alla volta i tocchetti di cardo, rivoltateli nella farina, poi nell’uovo, quindi nel pane-forma grattugiati come per fare le cotolette.

Intanto avrete portato a bollore abbondante olio di semi di girasole o arachidi. Immergete pochi alla volta i pezzetti di cardo e rivoltateli con le pinze fino a quando avranno preso un bel colore giallo-nocciola.

Quando la panatura vi sembrerà dorata a puntino, sempre con le pinze poneteli verticalmente in una teglia che avrete ricoperto con tovaglioli di carta da cucina. Dopo uno strato, ancora tovaglioli e altri cardi. In questa fase non aggiungete sale: toglierebbe loro la croccantezza. Se serve, ogni commensale lo metterà nel suo piatto.