Dall’orto alla dispensa

Conserve 004Questi sono giorni di conserve. L’orto ha il suo calendario, non bada a vacanze. Tante persone ci chiedono perché lavorare tanto nell’orto e poi lavorare tanto per ammannire i prodotti, quando basta andare alla bottega?
Rispetto questa posizione, ma rispondo no! Sarà perché, figlio di contadini, ho ancora l’odore della terra sotto le dita. A costoro dico che coltivare un orto ed un giardino dei frutti mi diverte; che in questo modo svolgo attività fisica gratuitamente; che l’orto mi consente di avere un rapporto vero con la natura e con il miracolo della terra e che con l’orto mi è dato di controllare meglio la qualità dei prodotti che mangiamo.
Dopo questa digressione sui contenuti – non riesco a farne a meno – torniamo alle conserve.

E’ la stagione di pomodori. Abbiamo preparato la passata; messi in freezer i ciliegini a crudo (lavati ed asciugati); invasato i pomodori pelati; posti a seccare nello splendido sole di questi giorni i San Marzano, che poi metteremo sott’olio.
Eravamo partiti con le percoche per delle ottime pesche sciroppate e per una profumata marmellata. Siamo riusciti a portarne a maturazione un bel cesto, nonostante quest’inverno abbia trascurato le due piante, dandola quasi vinta al “brusone”.
Abbiamo proseguito con i peperoncini piccanti, quelli tondi giunti a maturazione in questi giorni, che abbiamo preparato sott’olio, ripieni; sono ottimi per accompagnare il bollito.
Giro concluso con i fichi che abbiamo preparato caramellati, assai preziosi con i formaggi morbidi.

Nei prossimi giorni scriverò come prepariamo noi queste conserve, nel caso qualcuno sia indotto a provarci.