Ancora i giorni scorsi ho letto che le aree per la tracimazione controllata (prestabilita) devono essere “l’estrema rathio”. Mi chiedo cosa realmente possa significare. Sappiamo tutti che il vero pericolo da evitare è l’esondazione che corrode la sommità dell’argine e di conseguenza ne provoca in poco tempo la rottura e con essa lo svuotamento del fiume e il disastro certo. Per evitarlo i tecnici propongono che la tracimazione avvenga in punti prestabiliti, adeguatamente attrezzati. Non esiste quindi un prima o un dopo, esiste un quando che dipende dalla misura del franco arginale che verrà deciso.
Per eludere, o ritardare al massimo la tracimazione controllata, è necessario funzioni al meglio l’organizzazione del bacino fluviale a monte, fin dalla sua sorgente, compreso tutta la fitta rete di scolo.
Occorre che le aree naturali di laminazione non trovino ostacoli e che l’acqua scenda a valle lentamente, trattenuta dalla naturale funzione di spugna del terreno nel suo corretto rapporto con la vegetazione e le eventuali, appropriate, colture.
Occorre che siano riattivate le tante briglie esistenti, utili sì, ma non una panacea.
Dove a piè di monte inizia il sistema arginato, occorre dare maggiore spazio all’acqua arretrando gli argini, ove possibile.
Occorre che funzionino le casse di espansione previste. Per il Senio il Pai ne prevede quattro per contenere 4,8 milioni di m3 di acqua. Il problema, come abbiamo visto non è solo il realizzarle – le prime due sono in gestazione da oltre venti anni e ancora non funzionano – bensì di come riempirle. Tema sul quale i tecnici non hanno purtroppo le idee chiare.
Dieci anni fa avevano pensato ad uno sbarramento che alzasse l’acqua per farla tracimare nelle casse. Poi hanno pensato, invece, di abbassare il livello della soglia di entrata, precludendosi però i volumi previsti (cosa di cui nessuno parla). Nonostante questo, come abbiamo visto, l’acqua non è entrata. Per la ragione che l’acqua oggi passa a fianco delle casse a velocità molto maggiore rispetto al passato, quindi ad un livello più basso.
Velocità aumentata, frutto del dissennato – forse colpevole – taglio della vegetazione attuato a monte. Sono state quindi spese a monte ingenti risorse (taglio indiscriminato) che hanno prodotto l’effetto di vanificare l’effetto delle ingenti risorse messe in campo a valle. Un vero capolavoro.
Alla luce di tutto ciò che significato ha dire che l’esondazione controllata deve essere “l’ultima rathio”, e non invece l’opera di un processo in cui tutto deve essere programmato con cura e nel quale tutto si deve tenere?

