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Il parco fluviale di Castel Bolognese

Il parco fluviale di Castel Bolognese si espande.

Prese corpo nel corso dei primi anni del duemila, con un percorso di 7 km riservato a pedoni e ciclisti. Al centro dell’interesse il canale dei Molini, il fiume Senio e il suo argine di sinistra, in mezzo ad una campagna verde, rigogliosa, ai piedi delle prime colline.

Fu subito un successo di pubblico. Dopo qualche anno si stimarono circa 150 passaggi al giorno, oltre 50.000 all’anno. Col tempo quel percorso è diventato anche Sentiero della legalità.

In questi anni il Comune ha lavorato per ampliare il Parco, facendolo coincidere con il progetto di Ciclovia del Senio. Ha vinto un bando della regione Emilia-Romagna, ottenendo cospicui finanziamenti sulla legge regionale per la ciclabilità, che ha raddoppiato con risorse proprie.

L’ampliamento è consistito nell’allungare di 4 chilometri la ciclo via sull’argine, fino ad arrivare alla Diga steccaia e alla presa del canale dei Molini, a Tebano. Oggi il parco fluviale di Castel Bolognese consente di camminare o andare in bici, in sede completamente protetta, per 14 chilometri fra andata e ritorno (PP piazza Bernardi).

Descrizione in breve:

  • Partendo dalla piazza Bernardi, attraversata piazza Borghi ci si immette sulla ciclabile di viale Roma;
  • dopo 200 metri la si attraversa e si arriva su quella di via Biancanigo;
  • Passata una piccola rotonda si imbocca a sinistra la via Boccaccio che costeggia un tratto del canale dei Molini, qui scoperto e dove fino agli anni settanta alcune donne lavavano ancora i panni;
  • si arriva sull’argine del fiume dove, dopo un breve tratto con ghiaino, ci si trova su una bella pista in stabilizzato – drenante – che vi condurrà fino a Tebano. 

Chi arrivasse in bicicletta a Castel Bolognese col treno – fra poco ci sarà la velo stazione con 135 posti bici – percorrerà le due ciclabili di viale Cairoli e dopo mille e trecento metri sarà in piazza Bernardi.

Arrivati in fondo – alla diga steccaia – chi volesse, può proseguire su argine e carraia erbati (di proprietà privata) e arrivare, dopo circa un chilometro, sulla strada provinciale Riolese-Casolana. 

Cosa c’è di interessante da vedere, seguendo la direttrice Piazza, diga Steccaia? 

  • Le opere del Museo all’aperto dedicato allo scultore Angelo Biancini;
  • la Staffetta partigiana, opera dello scultore Alberto Mingotti;
  • la facciata della Casa della Salute opera dell’architetto Giovanni Antolini;
  • all’inizio di via Boccaccio, una grande quercia piantata 67 anni fa per “diventare un forcone per caricare i covoni di grano”;
  • un tratto scoperto, del Canale dei molini di Castel Bolognese;
  • giunti sull’argine, diverse istallazioni e sedute dedicate al tema della legalità;
  • il pannello che ricorda l’eccidio di Villa Rossi, un monumento e il piccolo, ottocentesco, Oratorio Rossi, opera dell’Antolini;
  • accanto al pannello, il primo bike service (pompa e chiavi);
  • il lavoro dei contadini che contribuisce a comporre un paesaggio di pregio ;
  • una grande ansa del fiume con in fondo, dalla parte opposta, la Pocca (a breve un cartello), una piccola sorgente solfurea, luogo di incontro e di festa fino agli anni sessanta per i cittadini di Castel Bolognese e dintorni; 
  • la bella vista a distanza del Santuario della Beata Vergine della Speranza di Tebano – con all’interno preziose opere d’arte – e di monte Mauro;
  • un attraversamento pedonale smart;
  • un secondo pannello descrittivo della storia della Diga steccaia;
  • un secondo bike center;
  • la vista della Diga steccaia, vero e proprio monumento nazionale;
  • le opere di presa dello storico Canale dei molini (sec. XIV).

Il percorso, compreso il tratto con fondo in stabilizzato, è transitabile anche con le biciclette da corsa con ruote strette. Mancano ancora alcuni lavori di rifinitura sulla segnaletica che saranno eseguiti al più presto.

 

 

 

 

 

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