AmbienteVerde pubblico e privato

Alberi da proteggere, anche col “cappotto”

Accogliamo gli alberi come membri della nostra comunità. E’ una bella frase ascoltata al convegno sugli alberi promosso il mese scorso a Faenza dall’Unione dei comuni della Romagna faentina. Come dire in  altre parole: gli alberi sono come le persone. Non solo perchè sono materia vivente, ma perchè interagiscono con la nostra vita e ci aiutano a viverla in meglio.

Cappotto alle case e deserto attorno, una contraddizione in termini.

Sarebbe utile conosce circa il binomio alberi persone, cosa pensano coloro che mentre fanno il “cappotto” alla casa, eradicano gli alberi che gli stanno intorno e spesso cementificano il prato di cui disponevano. Casomai pensando di rimediare con due piccoli olivi. Non sto ad illustrare la ragione del danno che si arreca a tutti, basta riflettere e arriveremo a capire, casomai assumendo qualche buona lettura. Non generalizzo, c’è anche chi si comporta con equità, ma in troppi casi assistiamo ad obbrobri. Che non dovrebbero passare così sotto silenzio.    

Perchè vedere solo i problemi?

Allora perchè vedere solo i problemi che creano e che spesso sono colpa della nostra inavvedutezza nei loro confronti? Un albero frutto di una scelta sbagliata nella sua individuazione, messo a dimora in un luogo e con metodo errato, non accudito adeguatamente certo che prima o poi crea problemi. Allora quello di cui abbiamo bisogno è accrescere la nostra cultura sugli alberi, studiarli, conoscerli e trattarli, appunto, come membri a tutti gli effetti e a pieno titolo della comunità in cui viviamo.

Nuovo regolamento del verde, serve coraggio. 

La nostra Unione dei comuni sta discutendo un nuovo regolamento del verde pubblico e privato. Abbiamo tecnici valenti che con le loro proposte, a quanto si dice, vorrebbero cambiare l’approccio al tema. Ovvero passare dal pollice verso della maggioranza della popolazione ad una cultura della conoscenza e del rispetto degli alberi e del verde. Le notizie che trapelano del dibattito in corso, per ora a quanto pare tutto interno alle strutture comunali, ci dicono di difficoltà estese verso l’adozione di scelte che possano correggere i luoghi comuni sbagliati. Ebbene, serve coraggio: in tema ambientale le cose giuste, ora, sono da fare. Non si può più aspettare.

Foto che parlano.

 

 

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