La debacle dell’orto

Non avrei mai voluto parlarne. Ma i casi della vita non si eludono. Ecco allora condividere con voi la tragedia del mio orto. Il caldo asfissiante di questi mesi, la totale assenza di acqua buona, quella che proviene dal cielo (fino a ieri), la mia assenza per dieci giorni, ha provocato una situazione di carestia che solo in Africa, purtroppo, temo abbiano visto.

Parduto il 90% del raccolto dei fagiolini. Perduto totalemente il traccolto dei fagioli borlotti e l’80% di quello dei cannellini. Se debbo essere sincero ho raccolto un pugno di borlotti, che però, colmo della …, ho bruciato nel tegame di cottura. I pomodori da consumo fresco sono già colpiti dalle cimici, quindi la fine è vicina. Quanto ai pomodori per la passata, peggio: le piante stanno seccando, il raccolto sarà dal 10 al 20%. I cetrioli sono disastrati dal secco e dal ragnetto; ma è una pianta resistente, spero in una ripresa. Le piante di melanzane e peperoni tengono botta, ma non fanno fiori e frutti.  Per quanto riguarda poi le zucchine, che solitamente producono fino ad ottobre, sono in una stato agonico, quindi da pre-espianto. Male anche le zucche, volevano acqua e i dieci giorni di assenza sono pesati. Male i cocomeri; tengono i meloni. Bene invece i cardi: grazie alla loro radice che punta decisamente verso il basso, riescono a sopravvivere.

Anche le giacomine sentono il caldo. Sono passate da due uova al giorno a tre ogni due giorni: meno 25%.

Raccolto. In questi giorni non mi è restato che raccogliere i prodotti maturi. Raccolto l’aglio, la cipolla estiva, lo scalogno francese e quello romagnolo, le patate bianche. Il raccolto è stato buono come quantità ed molto buono come qualità.

Lavori. Constato il disastro, raccolto quello che si poteva, ora la strategia è quella di ripulire l’orto, lavorare la terra e procedere al reimpianto di alcuni prodotti che possano venire a maturazione in 60 giorni. Penso ai fagiolini, ad alcune piante di zucchina e a piantine di insalata (in zona ombreggiata). Poi alla semina di alcuni prodotti autunnali e invernali (rape, finocchi) e alla messa a dimora delle piantine di alcuni cavoli, dei porri e dei sedani.

Il giardino dei frutti. Qui va meglio. Raccolte le albicocche e le pesche tabacchiere, ora sono in produzione le nettarine. Qualche preoccupazione per le pesche da conservare. Sono molto piccole e temo vengono a maturazione quando saremo in montagna. Decorso normale per i caki, le prugne, le pere volpine, le mele, le mele cotogne e le uve da tavola.