All’Arena delle balle, Paolini col botto

Cotignola - Arena delle balle, il Drago che ride

Quindici ore di tregua dal cielo e l’Arena delle balle sballa. Complice Marco Paolini e la sua classe di commediante popolare colto. Ieri sera in tanti come non mai, dicono i cultori delle statistiche di piazza, quelle che ci prendono. Eravamo in tutto quasi duemila persone. Un centinaio dedite all’organizzazione (semplicemente esemplare in quello straordinario contesto di natura), tantissime ad ascoltare e a divertirsi con Paolini, molte, penso, per vivere il contesto davvero straordinario creato dai quei matti di Cotignola dei quali ho già parlato.

Un contesto che non descrivo e che non illustro (al momento) per non farvi perdere il gusto di scoprirlo di persona. E si! E’ inutile che puntiate il navigatore, potreste certamente arrivare al parcheggio del campo sportivo di Cotignola, ma non all’Arena… là dove il Canale Emiliano Romagnolo incontra il Senio. Arriverete solo seguendo le freccie che vi accompagnano lungo la carraia fra le vigne e i kiwi. Se poi non vi turba il buio – ma dalle prossime sere vi accompagnerà la luna – potrete arrivare da Cotignola anche percorrendo l’argine del Senio. Un ponticello di acacie vi aiuterà ad attraversare il Canale della Chiusaccia e vi troverete di fronte alla Casa della Cultura alla Finestra.

Se avete scarpe pesanti e pila frontale, giunti al ponticello, potrete scendere nel canale e risalirlo fino all’Arena, certo se riuscirete ad avere strada dai pesci volanti che lo popolano. Vi siete salvati dai pesci? Prima di entrare nell’Arena buttate lo sguardo a destra per vedere la spiaggia Maginot, sulle rive del Canale Emilromagnolo… là, dove la fantasia non ha davvero limiti.

Anche se non vi servirà il gabinetto (con privacy autogestita) nel boschetto, andate lo stesso in fondo all’Arena. Vi accoglierà il Drago che ride, ovvero il biscione di Cotignola, appena uscito dal Senio, o da chissà dove. Un’opera, come le altre, davvero talentuosa dei giovani creativi cotignolesi. Alla quale ognuno, come si conviene in omaggio all’arte, darà il significato che crede.

Ieri sera mi sono intrattenuto ad osservare le persone dell’Arena, ricavandone una strana sensazione di speranzosa fiducia. Ne parlerò. Per oggi la chiudo qui.

Fino a lunedì prossimo il cantiere dell’Arena resterà aperto. Questa sera “Null’altro che l’Arena di notte”. Dalle ore 19 profumo di paglia e di piadina con gli Amici di Pable e il Gruppo astrofili Antares. Potete vedere il programma delle varie serate consultando www.primolacotignola.it