Il radicchio, l’orto, la speranza

Radicchio 002Ammirate questo splendido radicchio trevigiano. L’ho levato ieri mattina dal mio orto: nettato, pesava 460 grammi. E’ finito nel forno di casa, tagliato in otto spicchi, condito con olio EVO e avvolto in sottili fette di speck. Le foglie avvolgenti, delicatamente strette con un sottile filo prima del freddo, hanno permesso una sua naturale ed efficace conservazione, nonostante le frequenti piogge, le brinate e le gelate accorse.

Ne parlo non per autocompiacermi, il fatto in se non rappresenta nulla di eccezionale; chiunque coltivi la passione dell’orto riesce ad ottenere il mio risultato. Ne parlo perchè desidero insistere nel suggerirvi di farvi un piccolo orticello. Avrete sicuramente parenti o conoscenti che abitano in campagna, ai quali chiedere un piccolo sfrido di terreno, un pezzetto di terra marginale non coltivata. Potete anche offrirgli un piccolo compenso, se di quello si tratta.

La stagione vi permette ancora di vangarlo, dopo averlo concimato con stallatico. Poi la sciatelo riposare. Il ghiaccio dei prossimi mesi farà il suo lavoro. Frantumerà le piccole zolle, fino a farne sabbia. Col giungere dei primi tepori marzolini dovrete solo gettare qualche seme a terra. Dopo otto-dieci giorni vedrete le prime piantine spuntare e, giorno dopo giorno, crescere sotto i vostri occhi. Se avete figli o nipoti piccoli potrete coinvolgerli in quello che, a ben vedere, si può chiamare il miracolo della terra, nostra madre. Se non avete nemmeno i rudimenti dell’orto, consultate l’apposita categoria del sito: per un anno ho descritto minuziosamente, quasi giornalmente, tutte le operazioni.

Certo non dico sia veramente così facile, ma tutti possono farcela, a coltivare un orto. Se ci pensate, se ci pensate bene, potrete convenire che l’orto rappresenta la premessa di tanti aspetti positivi della vita. L’orto vi obbliga a stare in movimento, vi avvicina ad un consumo salutistico del cibo. Col passare del tempo le verdure condizioneranno completamente le vostre abitudini alimentari, perchè non vorrete buttare nulla di ciò che avete coltivato con le vostre mani. A conti fatti, avrete anche un notevole beneficio economico.

Ecco perchè insisto col dire: chiedete ai vostri sindaci di mettere nel programma un piccolo orto a disposizione di tutti i cittadini che lo desiderano. E se non lo fanno, non votateli. A Castel Bolognese sono in atto oltre 100 orti del comune, ottimo frutto delle scelte di amministratori che una volta ci credettero. La passata amministrazione ne aveva progettati altri 100, a Biancanigo, non solo per i pensionati, ma per le famiglie. Mancava poco alla conclusione dei lavori; il Comitato orti aveva già realizzato la piantina per la loro ottimale disposizione. Poi tutto è crollato per la non volontà di nuovi amministratori che non c’hanno creduto. Peccato. Bisognerà che qualcun’ altro ci riprovi.