L’Arena si racconta

La barca Elena
La barca Elena

Ieri sera il vero grande protagonista all’Arena è stato il pubblico. Una grande folla ha percorso e si è incontrata in quel luogo; non credo solo per rispondere alla prima sera di gran caldo, o grazie al fatto che per la metà dei ravennati era serata prefestiva – oggi, Ravenna celebra il Patrono. Sull’argine, ho sentito persone dire che in quel luogo c’è del pathos. Quindi, una forte carica emotiva derivata dal luogo che assume la connotazione di una rappresentazione teatrale dove ognuno si sente protagonista. Questa è con ogni probabilità una delle chiavi di lettura del successo dell’esperienza della Arena delle balle di paglia.

Questa sera l’Arena chiude con un bis; con una specie di fuori programma dedicato a chi ha frequentato l’Arena. In poche settimane quell’ambiente naturale, quella porzione di territorio romagnolo, tornerà ad essere come se nulla fosse accaduto. Resteranno come uniche testimonianze il quadro di un’artista dipinto nel muro della chiusa del Canale (che la pioggia dilaverà in fretta) e la struttura del piccolo bar delle canne sotto il bosco di acacie. Tutto ciò parla di un modello culturale che, lontano dallo sfruttare il territorio e la natura, entra simbioticamente a contatto con essi, se ne avvale, lo valorizza e lo lascia intatto.

Ecco il programma di questa sera, Martedì 23 luglio (Lucio, Buon compleanno):

Le storie impagliate

I viandanti dell’Arena, attori e spettatori, gonfi come un fiume in piena, si dovranno pur fermare con qualcuno a raccontare la loro esperienza!

I performer del Playback Theatre, con la partecipazione attiva dei presenti, metteranno in scena i vissuti, gli aneddoti, le emozioni e le visioni di tutto coloro che hanno partecipato all’Arena.