Rapina e senso civico

Castel Bolognese - via Emilia

Ieri sera lungo la via Emilia, a Castel Bolognese, c’è stato un tentativo di rapina. Verso le venti, un giovane è entrato in un negozio ed ha arraffato quanto era in cassa. Raggiunto dal negoziante, si è divincolato e stava fuggendo, quando un cittadino è intervenuto, bloccandolo a terra.

Il negoziante e il cittadino hanno subito urlato chiedendo aiuto e di telefonare alla polizia  e ai carabinieri. Nessuno degli avventori presenti al bar attiguo si è mosso e anche persone in transito nelle vicinanze hanno osservato la scena, impietrite. L’indifferenza più assoluta, mentre poteva accadere una tragedia.

Dopo interminabili minuti è arrivata la polizia che ha arrestato il ladro e consentito al recupero del denaro rubato. Il lieto fine, se così si può dire, non sarebbe probabilmente avvenuto se, quel cittadino, non fosse intervenuto.

Un’ora dopo ho parlato con quel cittadino, un ex collega assessore ed un caro amico. Mi ha raccontato l’accaduto, mi ha detto della paura che ha avuto, ma del dovere che ha sentito di intervenire. Particolarmente però mi ha manifestato il suo grande senso di tristezza dovuto al fatto che, mentre lui rischiava la vita, tutti coloro che aveva attorno guardavano come stessero assistendo ad un film.

La quasi totalità di costoro erano cittadini stranieri, come straniero era il ladro. Forse un caso del destino, forse no. Probabile la mancanza di un adeguato senso civico e di appartenenza alla comunità che li ospita.

Personalmente guardo con rispetto i cittadini stranieri, come gli italiani. Sò bene che sono giunti qui nel tentativo di migliorare la loro disgraziata vita. Sò che danno un contributo importante alla nostra economia, anche in tempo di crisi. Sò che la grandissima parte di loro sono persone oneste e laboriose. Sò che tantissimi di loro faranno parte del futuro dell’Italia … e di Castel Bolognese.

Assieme a palesi vessazioni perpetrate da un’anima razzista dura a morire, i cittadini stranieri ricevono, particolarmente da parte delle comunità locali anche tanti servizi e un discreto livello di accoglienza. Penso sia giunto il momento di chiedere alle comunità dei cittadini stranieri di compiere uno sforzo maggiore per partecipare alla coesione della comunità in cui vivono. Partecipando più assiduamente alle varie articolazioni politiche e associative di cui le nostre comunità sono permeate.  In una logica di ricevere e di dare, secondo possibilità.

I cittadini stranieri hanno tutti i diritti di conservare la loro cultura, nella misura in cui la loro e la nostra cultura possano convivere e diventare, assieme, una nuova cultura interrazziale dove  diritti e doveri, rispetto e tolleranza siano egualmente recepiti e partecipati.