Mela & Mela

Mettiamo due mele a confronto. Una, la gialla, è una Golden rush, l’altra, la rossa, è una Pink lady. La prima, la gialla, non la conosce quasi nessuno, non ha mercato. La seconda, la rossa, è una delle più celebrate dalla pubblicità e dal mercato. E’ brevettata.

Noi le consumiamo entrambe. La gialla è nel mio orto dei frutti, messa a dimora 6 anni fa, dopo avere acquistato la pianta – come frutto dimenticato – da Dalmonte, il vivaista che si incontra andando verso Brisighella. La rossa me la fornisce un amico che le coltiva e che ringrazio.

Alcune caratteristiche tecniche. La Golden rush. Polpa molto soda e croccante, lievemente acida, diventa sempre più dolce col tempo. E’ adatta alla coltivazione biologica per la sua notevole resistenza alla ticchiolatura. Si raccoglie da metà ottobre e si consuma da dicembre. La Pink lady. Mela di ottima consistenza al palato, croccante e dal sapore dolce, con qualche nota più acida nel retrogusto. Il frutto assume una forma leggermente ovale e, una volta tagliato, presenta una polpa chiara, molto consistente. Matura a novembre e si consuma da subito.

Perchè ne parlo? Per esprimere alcune valutazioni da consumatore. La prima è che al mio melo Golden rush non faccio trattamenti, se non alcune passate di rame, una in inverno dopo la potatura e una/due volte in estate, se vedo troppo iodio nelle foglie. Di preciso non so quanti trattamenti subisca la Pink lady, ipotizzo non meno di venti. Occorre sapere che la Pink è brevettata, quindi il disciplinare lo stabilisce il padrone del brevetto (australiano) e pone al centro la “bellezza” del frutto.

La Golden è più dolce, caratteristica che si accentua col passare delle settimane. Ottima per le torte e gli strudel. La Pink è di gusto assai gradevole nelle prime settimane di consumo, è meno coriacea della Golden, ma poi col passare del tempo si sfarina e perde ogni sapore. La Golden dura molto di più e mantiene consistenza, anche se subisce il processo di liofilizzazione.

La foto mostra le due mele oggi. Entrambe mostrano i segni della vecchiaia, ma dalla polpa si vede che la Pink è out. Completamente sfibrata, di nessun sapore, mostra i segni della marcescenza. Mentre la Golden mostra una polpa ancora intatta è mantiene dolcezza e succosità.

Nella Pink, quella intera, potete notare anche l’effetto del sole troppo caldo che deforma il frutto e deteriora la polpa, mentre quella sezionata mostra l’effetto della puntura della (maledetta) cimice asiatica. Cose queste che non vanno poste in conto alla Pink, ma che purtroppo riguardano tutta la frutta.

Tutto questo per dire che non sempre i prodotti più celebrati sono i più convenienti, anche se, come il bello, anche il buono è soggettivo. Tanto meno desidero sminuire chi coltiva le Pink. Ci mancherebbe, le varietà sono tante, così come i gusti delle persone, quindi buon raccolto a tutti.