Orto

La pera mora di Faenza

Da bambino spesso ho sentito parlare in famiglia della pera mora, della pera scipiona e della pera volpina. Erano le pere del dopoguerra, coltivate per l’uso familiare. Adesso fanno parte della categoria dei “frutti dimenticati”, rivalutati con un certo successo per farne una nicchia di mercato agricolo.

La pera mora, caratteristica dell’appennino faentino, deriva da una pianta molto antica. E’ una pera tardiva e per questo preziosa. Si raccoglie la seconda quindicina di ottobre e si mangia da verso la fine di novembre. La buccia è lucida. Poi vira da un bel verde lucente, al marrone con macchie scure, quasi nere. Appunto, “more”. Qualcuno la chiama anche pera brutta.

Brutta ma di ottimo sapore

Se vi capita di incontrarne una pianta, non è difficile vicino alle vecchie abitazioni di campagna o lungo gli stradelli di collina e montagna, chiedendo il permesso, raccoglietene qualcuna. Se vi piacciono e avete lo spazio, i vivaisti faentini hanno cominciato a proporle. Potete allocarne una pianta.

A me la pera mora piace. La sua polpa, seppure abbastanza granulosa, è soda, succosa e, al giusto punto di maturazione, molto dolce. E’ ottima cotta al forno, oppure, tagliata a fettine, potete farne belle tortine. Gradevolissima anche cruda, da sola o per accompagnare formaggi saporiti e molto saporiti (Parmigiano, di Fossa, Gorgonzola…). 

 

 

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3 commenti

  1. Delle 3 pere “antiche” che hai elencato forse quella più riportata in auge è la volpina, attualmente visibile in diverse bancarelle dei mercati ed anche nei frutta e verdura. Quella che amo di più è la verde SCIPIONA: i miei ne avevano un grande pero e, dopo la raccolta, le appendevamo a gruppi coi fili nella cantina, e ne mangiavamo fino alla Pasqua col loro sapore ineguagliabile. Poi il grande pero venne buttato giù…….

    1. Io abito in Veneto e mi sono portato da Faenza una pianta di mora 20 anni fa. Ora il però e’ fruttificante (ha dato frutti molto tempo dopo la messa in terra), bisogna azzeccare il momento di raccolta e quello di maturazione che differiscono molto , il primo metà ottobre il secondo dopo il giorno dei vecchi 11 novembre. Veramente brutta e difficile da sbucciare ma dal sapore unico, antico mi sembra l’aggettivo giusto. Me la diede Mario Lazzari da mangiare e ne trovai dal vivaista Dalmonte. Lazzari fu il salvatore di un’altra mora, la romagnola (suini).

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