Racconti

Ragazzi, non fate scherzi…

La vicenda del corona virus cambierà le persone. Lo misuro su me stesso. Ad esempio il rapporto con i così detti social. Vedendo come Facebook viene usato da gran parte degli utenti, anche nel particolare momento che stiamo attraversando, ho pensato sia opportuno rivalutare lo strumento del blog. Come questo “Ragazzi, non fate scherzi…”. Il blog (contenuti esposti dal gestore in forma anti-cronologica) non potrà mai essere veicolo di nefandezze o di pericolosi giochi politici incontrollabili. A meno che non lo voglia il gestore, ma in questo caso il gioco sarebbe trasparente e controllabile.

Utilizzerò Facebook come veicolo informativo del blog, ma generalmente non come strumento di dibattito. Dibattito che, invece, sarà molto gradito in calce ai vari articoli, utilizzando la funzione “Commenti“. Come ho detto ancora, questo è uno spazio di libertà e di partecipazione. Quindi ogni lettore, oltre che a scrivere commenti circa il mio dire, potrà inviare suoi personali contributi che, se compresi nell’etica del blog, saranno sicuramente pubblicati.

Avviando una nuova fase del blog, sento di dovere svelare il significato del titolo Ragazzi, non fate scherzi… . Nell’estate del 1987, allora ero segretario della Camera del Lavoro, promuovemmo a Faenza, “Tre giorni con la Cgil”, una iniziativa ludico culturale, vicina al modello delle Feste dell’Unità. Decidemmo e partimmo con l’allestimento della “cittadella”. Eravamo un gruppo giovane, affiatato e motivato. Di questo gruppo faceva parte Ambrogio Ziglio, una persona brava, gentile, buona fin troppo e che faceva gruppo. A volte capitava a tutti di essere bersaglio di piccoli scherzi da parte di quelli di noi più scalmanati. Capitò che Ambrogio salisse con una scala a pioli sul tetto in costruzione con tubolari da muratore dell’erigendo stand gastronomico e che quando cercò di scendere non trovasse più la scala al suo posto. Fu lì che per una volta il volto di Ambrogio si rabbuiò e dopo essersi guardato attorno e avere constatato che tutti eravamo spariti, lanciò col viso per una volta corrucciato e la sua bella erre strascicata quella che a lui dovette sembrare una invettiva: … su, dai ragazzi, non fate scherzi!

Ricordo con affetto Ambrogio Ziglio, purtroppo venuto a mancare il trenta novembre del 2010, nel pieno della sua vita. Ricordo che fra altro ebbe un ruolo molto importante nello sviluppo delle cooperative sociali prima a Faenza, poi nella provincia di Ravenna. Fra le quali la Zerocento.

Nella foto di quell’evento: Lealdo Gurioli, Leo Iseppi, Gabriella Liverani, Emiliana Valentini (grazie Eolo e Gabriella per avermi ricordato il nome e grazie a te Giuseppe per l’assistenza).

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2 commenti

  1. Ciao Domenico,
    Facebook – WhatsApp (stesso proprietario), Twitter, sono delle società per azioni private, che fanno profitti e raramente pagano tasse nei paesi dove operano.
    Noi tutti, per qualche ragione che ormai mi sfugge, continuiamo a definirli “social” come se si trattasse di qualcosa di “pubblico”, mentre in realtà sono imprese private, certo legittime, ma sempre imprese private che hanno come vocazione non l’essere “social”, ma fare profitti.
    Detto questo, sul web ci sono anche alternative, come per esempio i “blog” di cui parli, e anche “social” che non sono società per azioni quotate in borsa, ma strutture “open source” non a scopo di lucro.

    Grazie per questo spazio, e buona giornata 🙂

    1. Grazie a te, per la finestra che spalanchi. Da parte mia, come vedi, avendo visto i così detti social all’opera – e sopratutto l’uso che ne fanno i kamikaze della politica – ho deciso di rilanciare i blog. Tanti saluti.

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