Ignazio Marino e le primarie

Ho ricevuto questa news di Marino, che molto volentieri diffondo, confidando che le risposte che i partecipanti alle primarie daranno a queste domande possano orientare il voto di tanti di noi.

Care amiche e cari amici,
nelle primarie è giusto crederci e io ci credo. L’ho ribadito sull’Unità di oggi in una lettera che ho indirizzato a tutti i candidati (potete leggerla qui).
Questa volta il voto servirà per scegliere il candidato del centrosinistra alla Presidenza del Consiglio: una donna o un uomo che, se vinceremo le elezioni, deve avere preparazione tecnica ma anche personale autorevolezza nazionale ed internazionale per affrontare la crisi economica. Quel candidato dovrà lavorare per convincere gli italiani ad andare a votare, e a votare centrosinistra.
Su alcuni temi sarebbe importante conoscere da subito il punto di vista dei candidati perché sono argomenti qualificanti di una proposta politica che si preoccupa del futuro dell’Italia.

Riassumo le mie domande per punti:
1) Penso in primo luogo al tema del lavoro. Quali misure propongono i candidati per rilanciare l’occupazione?

2) Penso poi alla salute. La sostenibilità del servizio sanitario nazionale non riguarda solo le questioni di bilancio ma anche il livello di civiltà di un paese. Che fare dopo 21 miliardi di tagli negli ultimi tre anni, con sette regioni commissariate, con un sud dove la sanità pubblica è solo una parola teorica priva di concretezza?
Sono d’accordo i candidati alle primarie ad eliminare il controllo della politica nei meccanismi di nomina di direttori generali e primari?

3) L’Italia è lontana dall’Europa su molti temi dalle unioni civili, alle norme per il fine vita, alla procreazione assistita, sino alla ricerca così promettente sulle cellule staminali embrionali. Sono d’accordo i candidati nel riconoscere che chi nasce in Italia è italiano?

4) Sono d’accordo nel garantire alle coppie di fatto, etero e gay, il pieno e pubblico riconoscimento civile dei propri diritti?

5) E sono d’accordo nel sostenere una legge sul testamento biologico che permetta a ognuno di noi di decidere con i propri affetti quali cure riteniamo appropriate per noi stessi e quali no? In altre parole, si impegneranno a rispettare, e fare rispettare da tutti, i principi di laicità della Costituzione italiana?

6) L’Italia inoltre è arretratissima in quanto a rappresentanza femminile nelle istituzioni e più in generale nel mondo produttivo. Sono pronti i candidati a lavorare per la parità di genere nelle istituzioni e nel mondo del lavoro?

7) Infine, uno sguardo al futuro: sappiamo che non ci sarà sviluppo né crescita se non si punterà su ricerca e innovazione. Da dove passa la strada dell’innovazione?

Se pensate che un dibattito su questi temi sia utile, diffondete le mie domande e chiedete delle risposte anche voi ai candidati alle primarie per il Partito Democratico…vedremo chi ci risponderà e soprattutto come.