Le talpe

I porri

(20 Settembre) Sono tornato nell’orto dopo 15 giorni di vacanza. Ho ri-avuto la conferma che l’orto si può anche abbandonare per qualche tempo, ma che se ne pagano conseguenze. Questa volta, quella più evidente è stato il danno arrecato dalle talpe al comparto dei radicchi.

Avevo predisposto la necessaria annaffiatura goccia a goccia, giornalmente azionata da un collaboratore. E’ servita a mantenere in vita le piantine, colpite dal gran caldo, ma ha catalizzato la presenza delle talpe che, col reticolo di caverne da loro creato alla ricerca dei freschi germogli, mi hanno fatto fuori almeno la metà delle piantine. Accidenti a loro, ma la lotta per la sopravvivenza vale anche in questo caso. E allora perché prendersela?

Lavori. Ho ripulito dalle erbacce tutti i comparti delle piante che debbono fornirci i prodotti autunnali e invernali. Quindi le fila dei cavoli, dei finocchi, dei porri, delle rape, delle cicorie, dei radicchi, delle insalate, degli ultimi fagiolini, dei sedani. Poi ho rimesso a dimora le piantine di radicchio rovinate dalle talpe.

Ricordate le fragole? Ebbene, in 15 giorni hanno prodotto i fiori, che ho provveduto a recidere per avere un buon raccolto a primavera. Il meccanismo delle piantine, come ho già detto, è quello di cercare di riprocrearsi. Quindi, recidendo i fiori, ne creano altri, poi altri ancora, fino al sonno vegetativo invernale. In questo modo, con questo loro lavoro, rafforzano le radici. Si predispongono quindi per una ancora maggiore produzione di fiori – e di frutti – al risveglio primaverile. Cosa di cui, noi, cinicamente, approffitteremo. E questo è il miracolo della terra e della natura.

Raccolto. In questi giorni l’orto mi offre: gli ultimi scampoli di zucchine, gli ultimi pomodori, le penultime – bellissime – melanzane, i peperoni, bei cespi di insalata, l’ultimo melone, le prime saporitissime zucche.

Il giardino dei frutti. Mi offre le prugne rosse, l’ultima uva da tavola, le prime pere volpine. Ho provveduto alla raccolta di un tipo di mele (bellissime, con soli quattro trattamenti antifungini).