
Questa è la stagione migliore per cercarle, raccoglierle e cibarsene. I prodotti invernali dell’orto sono finiti; abbiamo almeno un mese di tempo, in attesa dei primi prodotti del ciclo primaverile, per dedicarci a quello che la natura ci propone.
Il fiume è una miniera di erbe selvatiche, ma in genere lo sono tutti i terreni non coltivati e a tutte le latitudini: in campagna, in montagna, in valle, nelle pinete. Con due, anzi, tre avvertenze. Chiedere permesso, se si attraversano campi lavorati e rispettare le culture in atto; essere certi che non si raccoglie dove sono stati irrorati veleni (diserbanti, ecc.); sopra tutto conoscerle. Sono tantissime, però non tutte da raccogliere, qualcuna è tossica. La regola è come per i funghi: raccogliere quelle che si riconoscono con assoluta certezza. Nel dubbio, lasciamo stare.
Dicevo, sono tante. Quando riusciamo a conoscerne quattro, cinque qualità, massimo dieci, riteniamoci soddisfatti. Sono un numero sufficiente per arricchire la nostra cucina e le nostre abitudini alimentari. Ve ne mostro alcune.
Gli strig(d)oli (Silene vulgaris). Ricchi di vitamina C. Si trovano? Per non dire ovunque, vi indico l’argine dei fiumi. Quando si raccolgono? In Romagna, nel mese di marzo. Sono lucenti, al tatto, stridono.
In cucina hanno molti usi: nel misto crudo, in frittata, e tanto altro. Io li suggerisco per: tagliatelle verdi da condire con ragù romagnolo; per il risotto e per i tortelli. Ecco alcune indicazioni Stridoli in cucina.

Il bruscandolo (Humulus Lupulus). E’ il germoglio del luppolo selvatico. Erba rampicante, spesso si trova abbarbicata alle canne. Abbastanza comune nelle zone umide, nelle valli, lungo i fiumi. Assomiglia alla vitalba. Al tatto è ruvida, inconfondibile. Si raccoglie la punta, circa 10-15 centimetri. Pianta dal gusto asprigno, ma meno dell’asparago selvatico. Ha un suo mercato come prodotto di nicchia. In cucina è molto apprezzata, particolarmente in Veneto, dove si svolgono anche Sagre dedicate. Noi la usiamo per due buoni risotti. Uno col fondo di pancetta Risotto col luppolo e uno con aggiunta di gamberi Risotto con i bruscandoli.

La valeriana. Pianta da insalata, molto comune. Potete seminarla anche nell’orto. Concilia il sonno, è diuretica. Sapore gradevole. Sta bene con i formaggi.

Il rosolaccio. E’ il papavero comune. Ottimo in cucina per frittate. Si condisce un buon risotto Risotto con le rosoline. Combinato con la cicerbita, assieme a ricotta e grana, diventa un ottimo battuto per i tortelli. Fate così

La pimpinella. Cresce nei terreni aridi. In Romagna è comune. Erba al gusto di noce. Ottima nelle insalate.

Concludo col dire che se si crea un gruppo di persone interessate a conoscere meglio le erbe selvatiche, possiamo organizzare una uscita lungo il fiume. Nell’Associazione Amici del fiume Senio ci sono persone in grado di aiutare a conoscere. Scrivere a amicifiumesenio@gmail.com





