Street art a Castel Bolognese, con giudizio e raziocinio

La bella iniziativa promossa lunedì scorso dal Comune e dagli amici dell’Angolo del torrione ha detto che i tanti cittadini intervenuti sono contenti se il paese sarà abbellito. Questo può avvenire con la concomitanza di due azioni: lotta al degrado e interventi di street art che può volere dire murales, ma anche collocazione di istallazioni e opere di land art.

Sono scaturite tante idee, accompagnate da valutazioni serene e costruttive. Riporto le idee espresse dagli intervenuti che meglio ricordo. Francesco ha detto che è inutile pensare di abbellire il paese, se prima non si fa la circonvallazione e se non vengono tolti punti di degrado, ed ha circostanziato quali. Le due questioni non si eludono a vicenda, ma giusto sottolineare il primato della circonvallazione.

Circa i luoghi, o “non luoghi” sui quali intervenire si è parlato dei sottopassi (scontato). Di maggiore interesse le idee che invece puntano al centro storico. Si sono indicati i portici, piazzale Borghi, il torrione delle Filippine e la piccola area privata ad esso adiacente, il muro dei garage del Comune (zona ex lavatoi), lo stabile di “Badon”, piazzetta Camerini e poco altro.

Si è detto che abbellire con opere d’arte la città potrà aiutare il turismo, certamente quello particolare che fa dei piccoli centri la ragione del proprio interesse. A questo proposito è stato suggerito che la Pro Loco locale svolga un proprio ruolo attivo.

Circa l’indirizzo delle opere si è indicato di riferirsi alla storia, ma anche al futuro. Per il muro dei garage in via Canale qualcuno pensa ad una scena che richiami i lavatoi. Per lo stabile Badon si potrebbero richiamare gli avventori. Per il muro del comune in piazzetta Borghi si potrebbe dipingere la facciata del Teatro lì esistente, oppure qualcosa che richiamasse l’architetto Mengoni. Il futuro potrebbero essere richiamato da idee come la vecchia Torre in filo di ferro, o altre più terrene come costi.

Per la loro fattibilità si è fatto riferimento anche a sponsor e a lavoro volontario. Giusto anche questo, ma con qualche cautela. Sponsor vuole dire condizionamenti e forse non sarebbe il caso. Il lavoro volontario, naturalmente è sempre ben accetto. Però va detto che le opere dovrebbero essere caratterizzate da elevata qualità. Questo nella sostanza vuole dire professionisti. I quali è giusto siano pagati per quello che valgono.

Chiudo questa cronaca con una considerazione personale. A me l’idea piace molto. Penso però che le opere debbano essere lievi, eleganti, ben inserite nel contesto e non “sbracate” come a volte se ne vedono in giro. Infine che debbono essere di numero limitato, altrimenti sarebbero condizionanti di un contesto locale, come quello del nostro Centro storico, già di per se interessante e non da travisare.