Sappada ospitale, anche per i camper

Sappada è una cittadina del Cadore, l’ultima delle Dolomiti orientali. La sua storia si perde nel tempo, la derivazione è austriaca. Fino agli anni sessanta, la mancanza di lavoro ha costretto gli abitanti a dolorose emigrazioni, poi il turismo ha dato loro una mano. Il paesaggio non è quello delle Dolomiti più famose e frequentate, ma la valle è ampia, molto verde, non affogata dal cemento. Esiste una rete di sentieri ben curata, adatta anche alle bici. I turisti in camper sono ben accolti.

Il paese – 1200 metri di altitudine e circa 1300 abitanti – si snoda lungo la strada statale per alcuni chilometri, fino a Cima Sappada. E’ formato da 15 frazioni, 9 delle quali costituiscono il suo vecchio nucleo. Sono queste la parte più caratteristica della località in quanto conservano l’architettura originale, ingentilita da una cura quasi maniacale dell’arte di adornare le abitazioni. Questo piacevole aspetto denota una precisa propensione verso il lavoro artigianale che, assieme al lavoro nei boschi e all’allevamento, costituisce una delle principali risorse di questa valle.

A Sappada è bello perdere tempo ad esplorarla. Le composizioni floreali, le maschere, le scenette di antica vita familiare costruite col principio dell’arte povera, utilizzando ciò che si trova in natura, sono fra le cose più caratteristiche che si possono incontrare girovagando lungo le viuzze. I colori della natura sono sorprendenti. I prati cosparsi di una messe di piante e fiori appaiono come la tavolozza di un pittore e mettono istintivamente di buon umore. Abbiamo visto per la prima volta in natura la rigogliosa pianta del rabarbaro e tante altre sconosciute.

Apprezzato il servizio di navetta organizzato dal comune che, ad orari cadenzati, passa e sposta gratuitamente le persone fra le diverse frazioni. Tre di queste corse – la prima parte alle sette del mattino – portano alla sorgente del Piave, a 1800 metri di altezza, in un vasto altipiano. Ne abbiamo approfittato. Arrivati alla sorgente, siamo saliti a piedi lungo una comoda carreggiata al rifugio Calvi a 2200 metri, sulle pendici del monte Peralba. Il rifugio è famoso per la visita di Paolo VI ai tempi del suo Pontificato. Da esso si può proseguire per cime e valli, chi si accontenta, può godere della vista di splendidi panorami. Si può scendere per mezzo di un bel sentiero nel bosco al cospetto delle antiche cave di marmo, completando così una escursione ad anello.

I turisti in camper sono ben accolti in ampi spazi vicino al fiume con servizi di carico, scarico e luce. La permanenza dei camper costa 12 euro al giorno e la luce si paga al consumo tramite una chiavetta ricaricabile che si recupera presso due bar. Gestisce la Pro Loco locale. Una unica avvertenza per chi va in camper. Giungendo dal Cadore il cartello che indica il parcheggio camper, segnalando “dritto a 300 metri” può farvi saltare l’incrocio con la strada che porta all’area. Incrocio che si trova dopo circa 150 dal segnale, a destra, subito dopo la chiesa.

Da queste parti la tempesta dello scorso ottobre ha fatto non troppi danni. Qua e la si vedono chiazze di alberi tutti abbattuti, mentre entrando nel bosco all’apparenza intonso si incontrano spesso singoli alberi caduti i quali creano difficoltà di passaggio. Non so dire se tutti i sentieri sono aperti, tanti certamente si. La situazione appare molto più pesante invece nell’alta val Visdende, così come si può vedere dando un’occhiata, su, dalle sorgenti del Piave. Gli abitanti di Sappada stanno raccogliendo i tronchi caduti, i quali, dopo essere stati ripuliti in apposite segherie, a quanto pare dalle targhe dei grandi camion, prendono la via della Slovenia.

Torneremo in questa terra, meno celebrata di altre località dolomitiche, ma accogliente, altrettanto bella e con il pregio di essere fuori dall’antropizzazione spinta di altre vallate.

Adesso qualche foto a prova di quanto scritto e due consigli. I luoghi ove meglio si apprezzano prati e piante in fiore sono su, alle sorgenti del Piave. Mentre la frazione ove meglio si esprime la lend art, quindi da non perdere, è Cima Sappada.