Castel Bolognese, una città sostenibile

Castel Bolognese - Diga steccaia e traversa del Canale dei Mulini
Castel Bolognese – Diga steccaia e traversa del Canale dei Mulini

Verso le prossime elezioni amministrative: Una città sostenibile. Con questa breve nota affronto il terzo dei 5 temi che vorrei suggerire come cittadino a quanti si proporranno di governare Castel Bolognese. Gli articoli precedenti sono stati:

Castel Bolognese, cosa vorremmo dalla prossima amministrazione;

I costi della politica;

Una comunità attiva e in salute.

Il concetto di società sostenibile si allaccia idealmente ai bisogni futuri. Ovvero: oggi chi amministra deve farlo per le future generazioni; nella ricerca di quella missione, si migliora anche la condizione di vita attuale. I temi fondamentali sui quali incidere per rendersi coerenti con questo spirito, grosso modo sono: lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, la difesa dell’eco sistema, l’orientamento dello sviluppo tecnologico e anche i cambiamenti istituzionali.

A livello di una piccola comunità come la nostra (Castel Bolognese), quali possono essere gli obbiettivi possibili, da inserire coerentemente in un programma di legislatura (5-10 anni)?

Ne cito alcuni.

Risparmio e conservazione del territorio. Dobbiamo riconoscere che gli amministratori del passato hanno agito bene, nel senso che la città è cresciuta compatta; oggi bisogna tenete stretta la mordacchia e non dare spazio alle spinte immobiliariste (qualora si evidenziassero). La scelta principale, l’orientamento urbanistico verso cui tendere, dovrebbe essere quello del recupero del patrimonio immobiliare esistente. Certo, senza fondamentalismi. Cosa vuol dire recupero? Vuol dire dotarsi di un Piano Operativo Comunale e di un Regolamento Urbanistico Edilizio che permettano innanzitutto di adeguare la tipologia delle vecchie abitazioni alle mutate esigenze dei nuclei familiari odierni; in secondo luogo, di favorire il risparmio energetico abitativo.

Piano energetico e buone prassi. Secondo i deliberati europei, ogni comune deve dotarsi entro il 2017 del proprio piano energetico, ovvero, deve produrre l’energia che serve a se stesso. Altrimenti saremo chiamati ad acquistare bonus da altri comuni, quindi, pagheremo di tasca nostra. Bisognerà quindi redigere in fretta il piano – la dimensione logica sarebbe l’Unione dei comuni – ma fin da subito incentivare le istallazioni di fotovoltaico, discutere l’ipotesi di piccoli impianti compatibili per la produzione energetica, avviare una politica di buone prassi per il risparmio energetico, chiamando la popolazione a collaborare.

Città free amianto. L’amianto è un assassino fra noi. Secondo la direttiva europea, ogni nazione deve dotarsi di un Piano nazionale per il controllo e la cura delle malattie correlate e per la dismissione dell’amianto. In Italia è stato presentato nel marzo scorso; attualmente è sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni. Ogni comunità locale è chiamata a fare la sua parte, a partire dalla facilitazione di misure volte alla dismissione. Castel Bolognese (prima legislatura Morini, assessore Mauro Zani) ha fatto una buona cosa – Regolamento per la dismissione gratuita delle piccole quantità – poi tutto si è fermato. Occorre riprendere l’argomento. I programmi elettorali per le prossime elezioni comunali, dovrebbero riprendere l’argomento e assumere qualche obbiettivo concreto, frutto di una discussione ampia fra i cittadini. Ad esempio: monitoraggio, sensibilizzazione, elevare il quantitativo massimo per il ritiro gratuito, ecc. .

Raccolta differenziata dei rifiuti. In questa pratica, Castel Bolognese è uno degli ultimi comuni della Provincia. Se la raccolta differenziata non verrà incrementata, il conto sarà pagato dai cittadini, quindi, da ognuno di noi con la bolletta. Occorre avere il coraggio di affrontare questa tematica, anche se potrà portare a discutere con Hera, affrontandola nel suo insieme: minore produzione di rifiuti; valorizzazione del concetto di risorsa (recupero, riutilizzo, trasformazione); diversa gestione della raccolta attraverso il modello della compartecipazione (la raccolta porta a porta).

Sviluppo dei parchi e delle aree verdi. Avanzo due proposte:

– migliorare la manutenzione e il decoro degli attuali parchi ed aree verdi puntando al coinvolgimento dei cittadini utenti;

– dotare Castel Bolognese di un nuovo, grande, parco pubblico. La mia idea è quella della promozione di un’Area di valorizzazione ecologica e ambientale che riguardi l’asta del fiume Senio nel suo tratto dalla diga steccaia leonardesca di Tebano, al ponte del Castello, da realizzarsi in base ai contenuti dell’apposita legge regionale, opartiva già da anni.