Sanità, 175 posti letto in meno

Castel Bolognese - La Casa della Salute
Castel Bolognese – La Casa della Salute

Dunque, sono 175 i posti letto che spariranno dall’inizio del prossimo anno negli ospedali pubblici della provincia di Ravenna: il 20% di quelli esistenti a Faenza e Lugo e il 10% di quelli di Ravenna. Lo si deduce leggendo il documento dal titolo (cliccate per leggere) Ipotesi tecniche di revisione dell’organizzazione ospedaliera dell’Ausl di Ravenna”.

Se questo è il dato che immediatamente balza agli occhi e che già di per se pone alcuni interrogativi, ce n’è un altro che merita grande attenzione perché cambia nettamente la condizione attuale e la prospettiva degli utenti, quindi di tutti noi. Negli ospedali di Faenza e di Lugo, a quanto pare, spariranno le specializzazioni, che saranno concentrate a Ravenna, per lasciare posto a grandi reparti di medicina generica. Per capirne di più vi rimando ad una attenta lettura del documento sopra evidenziato.

La prima domanda che si pone è dove e come saranno curati i cittadini che avrebbero occupato i posti letto sottratti. La risposta è nel secondo documento dal titolo (cliccate per leggere) Ipotesi tecniche di revisione dell’organizzazione distrettuale dell’Ausl di Ravenna. Pare che la risposta ai loro problemi di salute quelle persone debbano trovarla nelle Case della salute, opportunamente riorganizzate. Per chi non lo sapesse, un prototipo di queste Case sono il complesso dei servizi socio-sanitari che, ad esempio a Castel Bolognese, vengono somministrati nei locali dell’ex ospedale.  

Occorre poi considerare un altro aspetto. Se queste misure sono la conseguenza dei “tagli” previsti dalla spending review di Monti, il sistema sanitario della nostra provincia subirà poi ulteriori profondi cambiamenti, dei quali non si conosce ancora la natura, per effetto dell’unificazione in una unica azienda di tutte le Ausl della Romagna (Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini).

La cosa certa è che nei prossimi tempi (mesi) assisteremo ad un cambiamento epocale della nostra sanità. Il pericolo è che ciò avvenga senza un’adeguata conoscenza e partecipazione dei cittadini.

La logica della partecipazione di cui in genere le amministrazioni locali si ammantano, vorrebbe che i documenti progettuali fossero illustrati dai sindaci e dai tecnici estensori, in modo dettagliato ai cittadini e a tutte le loro forme organizzate (partiti, sindacati,associazionismo). Si aprirebbe così una discussione democratica che potrebbe migliorare la qualità delle scelte da compiere e che darebbe ai Sindaci maggiore forza di intervento nella sede deputata ad assumere le decisioni definitive.

Si vorrà fare tutto questo, visto anche che queste istanze vanno facendosi largo nell’opinione pubblica della provincia? Non lo so, vedremo. Per quanto mi riguarda, come cittadino utente del nostro sistema sanitario, utilizzerò lo spazio di questo blog per divulgare i documenti e le notizie di cui vengo in possesso, sperando in tal modo di favorire la comprensione di un problema che riguarda tutti.