Tasse/4, chiediamo lo scontrino

Pagare tutti le tasse per pagarne meno. Ormai il tappo del vaso tenuto ostinatamente chiuso da Berlusconi e Bossi è saltato. E’ probabile che l’Agenzia delle Entrate, liberata dai condizionamente politici, cominci a fare compiutamente il proprio dovere. Ma quel che più conta, sta crescendo l’indignazione dei cittadini onesti contro quelli che, non pagando le tasse, rubano a chi le paga. Questa, per tutti gli onesti, per i dipendenti e  i pensionati che hanno sempre, proporzionalmente, pagato in misura maggiore, è aria nuova. Aria buona, che ci fa sperare in un futuro milgiore.

Ci saranno colpi di coda, le lobby dell’evasione fiscale e dei privilegi di categoria e di casta, sono già all’attacco per sedare, annacquare, in definitiva respingere l’azione moralizzatrice e di giustizia. E’ necessario che le forze politiche, a partire da quelle maggiormente colluse con il Partito dell’Evasione Fiscale, trovino la forza di respingere i ricatti e di ritrovare la missione del bene comune.

Sarà decisivo l’atteggiamento dei cittadini, della cosidetta opinione pubblica. Ora come non mai ogni singolo individuo deve avere un sussulto di orgoglio e di speranza e farsi carico del bene della nazione. Oggi il bene della nazione, quindi di noi tutti, si fa lottando contro l’evasione fiscale e, aggiungo, per ottenere tutte quelle liberalizzazioni che non chiamano in campo interessi comuni non disponibili, come, ad esempio, l’acqua. Questa è una battaglia per l’equità, per la giustizia sociale, per la libertà.

Cosa possiamo fare per farsi carico e sostenere questa battaglia? Dobbiamo, prima di tutto adottare verso noi stessi atteggiamenti virtuosi e, allo stesso tempo, chiedere a tutti i nostri interlocutori il rispetto delle regole. Partiamo con il chiedere a tutti e sempre, anche al vicino di casa, lo scontrino o la ricevuta fiscale per ogni prodotto o prestazione che acquistiamo. E se in qualche caso non ce la facciamo, evitiamo di entrare nuovamente in quella bottega, esercizio o studio professionale. Penso che questo sia un modo civile e responsabile per contribuire a sanare una vergognosa ingiustizia.