Viaggio nel Morvan

Dopo due anni siamo tornati nel Morvan, un altipiano al centro della Francia, nella regione della Borgogna. Vi abbiamo soggiornato per una settimana, in camper, dal 4 all’11 settembre. Le informazioni che fornirò potete considerarle integrative di quanto scritto e illustrato nell’articolo relativo al viaggio di due anni fa, sempre nel Morvan e nella Borgogna. Articolo che troverete rapidamente inserendo le parole: Borgogna, Morvan, viaggio, nella finestrella di ricerca sotto la testata del sito.

Il Morvan è un’area collinare, attorno ai seicento metri di altitudine, caratterizzata dalla presenza di vaste foreste e di prati-pascolo. Nei piccoli agglomerati di case presenti nel territorio vi risiedono in prevalenza persone anziane, dopo anni di lavoro svolto generalmente a Parigi, famiglie di piccoli allevatori di bestiame e di contadini. Si deve al presidente Mitterrand, sindaco per molti anni di Château-Chinon, l’istituzione, negli anni settanta, del Parco Naturale regionale del Morvan. Intese in questo modo valorizzare la vocazione ambientale e turistica del territorio e offrire occasioni di lavoro ai giovani. Lo sviluppo turistico ha faticato a decollare, ma resta intatta la bellezza dei luoghi.

Penso che la vacanza nel Morvan sia un’ottima scelta per chi vuole allontanarsi dalla vita caotica delle nostre città. Un soggiorno che consente di rimettere il corpo e la mente in sintonia con l’intelletto. Il centro ideale per visitare il Morvan è la Casa del Parco, a Saint-Brisson, dove è aperto un piccolo campeggio comunale. Chi non frequenta i campeggi può trovare ospitalità nella rete dei Gîtes (case in affitto) o nelle normali strutture ricettive.

L’ambiente, ondulato, si presta per lunghe camminate a piedi nella fitta rete di sentieri (segnalati) nella foresta e nei prati. Gli amanti della bike trovano anch’essi a disposizione una rete di sentieri, tecnici e adatti a tutti, segnati e dedicati, così come chi ama cavalcare. La regione è ricca di laghetti creati con sbarramenti allo scopo di mantenere l’acqua per i prati e il bestiame. In diversi di questi è possibile fare spiaggia; segnalo quelli assai graziosi di Settons e di Saint-Agnan.

Nel Morvan, la vita scorre lenta e tranquilla. Ci si sente totalmente immersi nella natura. Si possono incontrare un’auto ogni cinque minuti e qualche camion al giorno. La notte il silenzio è assoluto. Non esiste inquinamento luminoso. Quando il cielo è terso, la volta stellare è splendida.

Il paesaggio è molto bello, con scorci ameni. Immaginate il contrasto fra il verde cangiante dei prati, il cielo azzurrissimo e le mucche bianche al pascolo. Oppure un appezzamento di sapins de Noel (alberi di Natale), infiocchettati e già pronti per Parigi. La vita nei piccoli borghi ruota attorno al comune – aperto qualche ora a settimana –, alla scuola elementare – generalmente una pluriclasse –, alla chiesa e al Salone delle feste. La chiesa per lo più è presente come monumento ed è amministrata da un’Associazione di volontariato. La vita sociale è molto scarna. Ogni due giorni passa il fornaio, una volta alla settimana il macellaio. Una volta a settimana si registra anche la visita dell’assistente sociale ai casi assistiti. La collaborazione fra le famiglie è generalmente cordiale e intensa. L’annata scolastica – questo in tutta la Francia – per le classi elementari è leggermente più lunga di quella italiana. L’orario è unico, dalle ore 9 alle 16,30. Si va a scuola quattro giorni la settimana: il lunedì e martedì, il giovedì e venerdì. Ogni due mesi, due settimane di vacanza. Non si insegna la religione.

Le cittadine più grandi presentano centri graziosi, non troppo animati. La costruzione di supermercati ha favorito il loro lento degrado. E’ abbastanza curioso vedere i supermercati invasi dai contadini col carrello della spesa colmo di prodotti confezionati. Resistono i mercati ambulanti con una buona presenza di produttori e prodotti locali. In questi centri abitati, il traffico è generalmente intenso, il dominio delle auto è spesso preponderante. Pur tuttavia, visitarli, consente di cogliere molti aspetti della vita popolare e del carattere dei francesi. Rappresenta quindi un indubbio arricchimento culturale. Fra queste città segnalo Saulieu (2800 abitanti), ricca di storia, capitale amministrativa del Morvan, con la sua Basilica romanica, il mercato del sabato mattina e una buona tradizione gastronomica.

Siamo in Borgogna, quindi come non dare un occhiata ai canali che ne solcano il territorio. Abbiamo visitato un tratto del Canal du Nivernais, il canale che da Decize sulla Loria arriva ad Auxerre, sulla Yonne. Il canale costruito per il trasporto di legname, ora viene sfruttato a scopi turistici per la navigazione in barca. Attraversa un paesaggio ondulato, ricco di prati e di boschi. Il canale è interamente accompagnato da una bella pista ciclabile. Noi l’abbiamo visitato a La Collancelle, dove si perde sotto la collina per comparire entro due alte rive di cemento. Poi a Bazolles in una delle tante chiuse di movimentazione delle imbarcazioni. Infine all’Etang de Baye et de Vaux, due laghetti sorti per alimentare lo stesso canale e che fungono da punto di attracco e di partenza delle imbarcazioni che lo solcano. In questi due laghetti si possono fare il bagno e svolgere attività veliche. Sono ricchi di fauna che si può avvicinare percorrendo il sentiero che li circumnaviga. Naturalmente gli appassionati del genere possono navigare il canale con uno dei tanti battelli che lo solcano giornalmente. Eccetto l’inverno, quando il canale viene svuotato.

Lungo la via del ritorno, sempre nella regione della Borgogna, abbiamo percorso la “Strada tra Tournus e Cluny”, dove il tempo sembra essersi quasi fermato. In mezzo al verde dei boschi e dei prati, si incontrano abbazie, chiese romaniche e villaggi medioevali. Ozenay è uno di questi. Poi Brancion, completamente murato, sovrastato da un importante castello, patrimonio dell’Unesco e dell’Umanità. Passeggiare lungo le vie, i vicoli e le piazzette è piacevole. Le piccole ristrutturazioni alle abitazioni sono rispettose, l’attività turistica non è invadente. Particolarmente attraente la chiesa romanica e curioso il mercato coperto, sostenuto da una importante travatura di castagno. Si può cogliere frequentemente la vista di diversi pittori intenti a ritrarre gli angoli più caratteristici.
Lungo questa via ancora una bella chiesa romanica a Chapaize, anche questa governata da un’Associazione di cittadini che, tramite le offerte popolari, la conservano, non disdegnando piccole opere di bonifica e di restauro. Cormatin invece, annovera la presenza di un imponente castello immerso fra giardini e giochi d’acqua. Non l’abbiamo visitato, ma pensiamo meriti interesse

Siamo giunti a Cluny verso sera e parcheggiato nell’area camper predisposta a fianco dell’abbazia monastica. Cluny si sviluppa attorno all’imponente abbazia benedettina sorta a cavallo degli anni mille. Lo stile di quel che resta dell’abbazia (pesantemente rimaneggiata da Napoleone e in parte ricostruita) e delle antiche case e monumenti presenti nella città, è romanico. Ora l’abbazia è sede della Scuola nazionale di Arte e Mestieri e di una delle maggiori scuole di equitazione della Francia. Il nostro consiglio è di visitare la città anche di sera per apprezzare con quale cura sia stata illuminata, secondo l’ottima scuola francese che vede il suo punto di partenza e di maggior rilievo nella città di Lione.

Lungo il percorso del rientro in Italia, abbiamo scelto Briancon e il Monginevro, dopo avere transitato con un poco di inquietudine nelle vicinanze di due possenti camini (centrale nucleare), abbiamo visitato Morestel. Il fatto che sia pubblicizzata come città dei pittori e dei fiori (una delle tante), lascia intuire come abbia qualche pretesa turistica. In effetti il castello, la chiesa, le case antiche e una certa cura dell’arredo urbano la rendono piacevole.

Per la notte ci siamo fermati nel parcheggio della funivia di La Grave, un piccolo borgo, prima di Briancon, che merita una visita. Qualche ora di luce pomeridiana, ci hanno consentito un bella scarpinata. Risaliti il borgo antico, abbiamo seguito il sentiero che in un’ora ci ha portato ai 1600 metri della piccola frazione di Ventelon (infatti, tirava vento). Poche anime, ma una graziosa chiesetta e una vecchia fontana con vasca, insignita del titolo di monumento nazionale. Poi una splendida vista sul grande ghiacciaio del massiccio des Ecrins, verso cui sale la funivia del parcheggio. Abbiamo poi seguito lo stradello che, in quota, conduce a Les Terrasses – altro punto panoramico -, da cui siamo rapidamente scesi per il borgo da cui eravamo partiti.

Il soggiorno è poi proseguito per un’altra settimana in Piemonte, ancora nelle Langhe e dintorni. A presto.