EscursioniI borghi

Si vorrebbe vedere la chiesa di Mantigno

Conoscete la parrocchia di Mantigno a Palazzuolo sul Senio? E’ una delle tredici frazioni di Palazzuolo, quasi tutte abbandonate. A Mantigno vive ancora una famiglia. Quando abbiamo lasciato il luogo, il capo famiglia ci ha rivolto un appello accorato “dite alle famiglie di pianura che qua si può vivere bene, che vengano a vedere il luogo, le case. Sarebbe un sogno potere rianimare la parrocchia”.

A Mantigno ci si va comodamente in auto. Ma anche a piedi ed quello che abbiamo fatto noi. La strada sale a destra poco prima di Quadalto, lungo il rio Mantigno, tributario del Senio. Sale, ma di quelle salite che si fanno parlando, quindi che lasciano la voglia di guardarsi attorno. L’ambiente è quello montano caratteristico della nostra  valle: bosco ceduo, piccoli appezzamenti coltivati, antichi casolari disabitati.

Dopo circa 5 chilometri si giunge all’agglomerato. Case di sasso, molte delle quali assai antiche, qualche indizio di qualcuno che ci ha messo le mani, poi ha abbandonato. L’ultimo abitante di Mantigno infatti ci ha detto che anni fa diverse persone sono salite dalla pianura, hanno acquistato, pareva dovessero fare chissà cosa, poi hanno abbandonato. Lasciando i lavori a metà, e senza più farsi vedere.

Nel visitare queste case, per chi come me proviene da luoghi simili, si torna indietro con la mente ai ricordi dei nostri nonni. Ci si interroga come poteva essere la vita allora, più di un secolo fa e ancora prima. Si cerca di capire a cosa fosse servita quell’architettura particolare di questa o quella stanza. Si immagina una vita grama, ma si cerca di immaginare anche i momenti di pace e di serenità che quelle famiglie di una volta, spesso numerose, forse ogni tanto trovavano.

La chiesetta è ancora solidamente in piedi. Abbiamo chiesto di poterla visitare, sappiamo che conserva qualcosa di interessante, ma la risposta è stata deludente. Non si può visitare. La Curia non se ne cura più. Ma la chiave? La chiave pare essere custodita da un’attivista di mani Tese a Faenza.

Lascia qualcosa su cui riflettere il fatto che un piccolo paese di montagna, che vive di ricordi, di anziani, ma anche di turismo non riesca a valorizzare quei luoghi, le sue tante parrocchie sparse nel territorio. Bisognerebbe accadesse qualcosa di nuovo, di diverso. La pandemia ci porta a riappropriarci dei territori, quei territori che abbiamo abbandonato, accecati dalle luci delle città e metropoli. Ma è proprio fuori dal modo pensare che quei luoghi, tipo Mantigno, possano tornare ad essere ripopolati? Non solo di seconde case, ma anche da famiglie che pensano di potere trovare ragioni di vita e una loro dimensione in quei luoghi?

Dopo tutto dista solo 5 chilometri da Palazzuolo. Il nostro unico abitante di Mantigno ne sarebbe certamente contento. E forse non solo lui. Io credo che la politica su questo dovrebbe fare un ragionamento. Non so se pensare di rianimare le vecchie parrocchie di montagna faccia alzare il Pil. Ma forse non è fuori luogo desiderare anche ad altro, riscoprire valori perduti e pensare che il futuro, un nuovo futuro sostenibile, possa essere costruito non più soltanto sull’avere, ma anche tornare a praticare l’essere.

In autunno torneremo a piedi a Mantigno e con noi tutte le persone che vorranno vedere quel luogo e assaporare il gusto antico della dura vita di montagna. E la bellezza di un paesaggio che significa speranza e futuro. 

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4 commenti

  1. Buongiorno Domenico, vorrei raccontarti la mia Mantigno che conosco bene passandoci ormai da più di dieci anni ogni momento libero dal lavoro che mi costringe a passare quattro giorni a settimana in città.
    Nella piccola valle di Mantigno vivono stabilmente cinque famiglie; tre di queste vi lavorano anche coltivando i boschi, i prati, i castagneti e allevando mucche mentre le altre lavorano in paese.
    Poi ci siamo noi, le cinque famiglie che hanno qui la seconda casa che frequentano per tutto l’anno.
    Vedi dunque che Mantigno non è affatto abbandonata anche se vi sono alcuni fabbricati disabitati e, addentrandosi sui versanti impervi anche fatiscenti.
    Abbiamo anche la piccola chiesetta di Sant’Andrea da anni chiusa al culto e anche alle visite; se può interessare te e chi ti segue suggerisco di visitare questa pagina
    http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=61310
    Qui la scheda e le foto recenti della chiesetta visto che la pagina è stata creata e aggiornata nel 2021.
    Chi è interessato a conoscere i piccoli gioielli del nostro comune può divertirsi a navigare su questo interessante sito.
    E quando in autunno tornerete a Mantigno dovete assolutamente venire a trovare Paola e Franco al Poggio, la casetta a cui si accede a piedi dalla curva a gomito prima di arrivare alla chiesetta. Vi aspettiamo

    1. Buongiorno Paola, la ringrazio per il commento e per il contributo di merito. Quando ho scritto di “una famiglia” che vive ancora a Mantigno, pensavo al piccolo borgo e mi è servito per enfatizzare l’argomento. La ringrazio per la sua corretta informazione. Grazie anche per il link delle chiese che divulgherò e che mi porta a considerare l’opportunità che si faccia di più per ridare vita ai “piccoli gioielli”, non solo di Palazzuolo, ma di tutto il nostro Appennino. L’assicuro che quando torneremo a Mantigno – la terrò informata – verremo a trovarvi. Buona vita. Domenico

  2. Parole belle e che fanno pensare : solo ricordando il nostro passato, la fatica e le gioie degli abitanti di questi luoghi incantati, potremo vivere meglio e con consapevolezza il nostro presente . E poi che voglia di andare a fare la camminata fino a Mantigno ! Grazie Domenico di mantenere viva la tradizione !

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