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I boschi urbani si possono fare

Pochi giorni fa il sindaco di Castel Bolognese, Luca Della Godenza, ha informato che a febbraio partirà un progetto di piantumazione di 1.100 alberi per realizzare 4 boschi urbani nella città. Il progetto, che è stato realizzato dall’ufficio ambiente dell’Unione dei Comuni, riguarda l’area a fianco del cimitero, l’area verde di Viale della Repubblica, il bacino di laminazione tra Via Biancanigo e via dei Mille e una porzione dell’area verde di via del Donatore.

Saranno poste a dimora piante autoctone, già cresciute e con impianto di irrigazione per conservarle al meglio nel tempo. Il progetto costa 50.000 euro ed è stato finanziato con 37.000 euro dalla Regione sul programma “Mettiamo radici al futuro”, con un contributo da Hera di 6.000 euro e con 7.000 euro da parte del Comune. 

Questa scelta avviene dopo che l’attuale Amministrazione comunale ha destinato 100.000 euro del proprio bilancio alla salvaguardia dello storico viale quadri filare di tigli della Stazione e bifilare di via Umberto, oltre che di piazzale Brunelli e del parcheggio dei Cappuccini. Lavori attualmente in corso.

Su questo aspetto va dato atto al merito dell’Amministrazione che, riconoscendo gli storici errori di manutenzione del passato, ha invertito la rotta e deciso di salvare i viali dei tigli puntando ad un’opera di contenimento e riforma delle alberature, dopo un lavoro affidato ad uno degli studi di arboricoltura più quotati in Italia come l’Ares. Si tratta senz’altro di una scelta coraggiosa e lungimirante, come fu quella di decidere a suo tempo di salvare il Molino Scodellino, quando tanti volevano fosse lasciato andare.

Va detto che queste scelte ambientali sono state sostenute da tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale, maggioranza e opposizione, e che si sono valse del lavoro, importante e prolungato, svolto dalla Commissione comunale del verde pubblico e privato la cui presidenza è stata affidata alla consigliera di minoranza, la pentastellata Loretta Frassineti e composta da altre due donne: Barbara Orsani e Ilva Bacchilega. Non v’è alcun dubbio che si tratti di decisioni importanti e positive da parte dell’Amministrazione comunale di Castel Bolognese perchè innanzitutto dimostrano che, se si vuole, si può.  

Infine occorre riconoscere che questo impegno pubblico delle amministrazioni sarà valido fino in fondo se riuscirà a trascinare nell’opera di piantare alberi tutti i cittadini. Questo purtroppo ancora non appare. La vulgata comune è che gli alberi costituiscano uno, se non molti, problemi. Al punto che spesso, mentre si mette il cappotto alla casa, si sradica tutto ciò che c’è attorno.

Una campagna che alcune associazioni locali hanno promosso a Castel Bolognese per sostenere l’iniziativa della Regione per piantare un albero ogni persona ha raccolto l’adesione di 23 famiglie per un totale di 74 piante. Purtroppo un risultato assai misero che avvalora il protrarsi di una scarsa sensibilità dei cittadini sul tema degli alberi. Speriamo che le cose cambino.

Concludo facendo mio una frase scritta dal nostro Sindaco “il momento migliore per piantare un albero era vent’anni fa, il secondo migliore è adesso“. Meditiamo bene su questo.

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