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Monforte d’Alba e le langhe che cambiano

Di ritorno dalla Francia, solitamente ci fermiamo qualche giorno nelle langhe del Barolo e di tanto altro. Sostiamo nella bella area camper di Castiglione Falletto, poi ci guardiamo attorno. Quest’anno abbiamo visitato Monforte d’Alba.

Monforte è uno degli 11 comuni del Barolo ed è forse quello maggiormente toccato dal turismo. E’ compreso nella zona vitivinicola tutelata dall’Unesco (Langhe, Roero e Monferrato) e fa parte anche dei Borghi più belli d’Italia.

Dista 6 km da Castiglione, quindi si può raggiungere anche a piedi, Se si va col camper, si può parcheggiare all’ingresso del paese, nella piccola zona sportiva. Dalla zona sportiva parte un sentiero sterrato che porta direttamente in cima al cocuzzolo dove fu ubicato il castello – oggi riconoscibile solo da spezzoni di mura – che corrispose al primo nucleo abitativo istallatosi nel 1000 circa. Questa soluzione logistica consente di visitare il borgo percorrendo in discesa, quindi comodamente, le tante viuzze. 

Partire dalla cima permette di apprezzare subito il paesaggio attorno costituito dalle vigne, così caratteristiche nelle Langhe. Una chiesa sconsacrata – l’Oratorio della Confraternita – ospita esposizioni artistiche, ma la vera sorpresa è costituita da un auditorium all’aperto, un anfiteatro naturale incastonato fra chiesa e porta dove, da decenni si esibiscono personaggi del mondo musicale e teatrale fra i più famosi d’Italia e del Mondo.

Auditorium

Questa parte del borgo, così come d’altra parte anche quasi tutto il resto, è stato trasformato in albergo diffuso a cui si aggiungono numerose botteghe d’arte che operano sul posto. Tutto molto bello, non fosse per una lugubre insegna in un residence che avvisa che le persone non gradite sono accolte con la colt. Strano che nessuno abbia ancora pensato di rimuovere quell’avviso davvero stonato.

Va detto che girovagare lungo le strette e ripide vie di questo borgo, guardandosi attorno, ammirando i colori, annusando i profumi delle cucine, è davvero bello. A mio parere degli 11 borghi del Barolo, questo è il più bello. 

Monforte, come dicevo, è ricco di storia, a volte cruenta e crudele. Basta ricordare quando attorno agli anni mille, il feudatario e gran parte della popolazione si convinsero alla religione catara e per questo furono duramente repressi dal cattolicesimo dell’epoca.  

Infine una riflessione. Girovagando per le langhe si nota come il paesaggio stia lentamente mutando. La vicenda Unesco ha portato i ricchi turisti americani e non solo. Di conseguenza le numerosissime cantine si sono ulteriormente specializzate, hanno aumentato la loro capienza, si sono espansi i volumi edificabili per fare fronte alla recettività alberghiera caratteristica di un agriturismo di classe e di qualità. 

I produttori vinicoli hanno ben volentieri messo a disposizione le loro carraie per segnare una ricca serie di sentieri per gli escursionisti a piedi e le strade sono state ben attrezzate al bisogno dei tanti ciclo amatori che si sono così riversati da ogni dove in questi luoghi. Una storia e una sensibilità ben diversa rispetto a quei contadini romagnoli che invece di attrarre le persone, spargono nei loro campi divieti a non finire. 

Tornando alla vicenda Unesco la certezza che si racconta è che, di conseguenza, il valore dei terreni è raddoppiato. Il combinato disposto con l’esplosione del turismo sta originando una enorme ricchezza diffusa in un’area tutto sommato limitata. Si dice che i pargoli di molte famiglie, con la Ferrari sotto, invece che coltivare la vigna girino il mondo. Questo getta un ombra nel futuro prossimo di queste zone così belle, così produttive e così alla moda cha lascia sorgere molti interrogativi. 

Ed ora alcune foto di questo splendido borgo. 

 

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