La 50 chilometri di Romagna

Domani si sarebbe corso la “50 chilometri di Romagna”. Durante la mia attività di podista e di volontario per la Podistica Avis di Castel Bolognese ho avuto a che fare per molti anni con questa manifestazione sportiva. Un anno l’ho anche corsa.

La cinquanta, inventata da alcuni podisti locali benemeriti, fra i quali ricordo Giovanni Donati e Luigi Simoni che purtroppo ci hanno lasciato, è una manifestazione sportiva fortemente cresciuta negli anni, fino a diventare una delle maggiori gran fondo d’Italia. Come la “100 chilometri del Passatore” e, se vogliamo guardare ad altri sport, potremmo dire lungo il solco della Nove colli, dell’Eroica. Da non dimenticare nella classifica del merito il ruolo che, per la sua crescita, hanno avuto l’Avis e la Bcc di Castel Bolognese.

Sta di fatto che oggi questa manifestazione, che coinvolge oltre tremila concorrenti, oltre mille solo nella cinquanta,  è uno degli eventi più importanti di Castel Bolognese. La 50 chilometri di Romagna, attrae perchè si corre lungo un territorio molto bello, di pianura e di collina caratterizzato da un ambiente verde e da un paesaggio vario e pregiato. In secondo luogo perchè Castel Bolognese, che la ospita, è accogliente, si pone tutto a disposizione dell’evento e soddisfa i desideri dei concorrenti.

Da tempo ci si interroga se Castel Bolognese possa aspirare ad essere attraente per il turismo delle esperienze e della vivibilità dei piccoli centri. Io penso che sì, può esserlo, a condizione però che valorizzi i suoi punti di forza. Uno di questi è certamente la 50 km di Romagna. Allora perchè non fare si che questo evento non sia solo di due giorni, ma diventi evento per tutto l’anno?

L’idea potrebbe essere quella di legare saldamente la manifestazione al territorio, promuovendo un pacchetto di misure sinergiche volte ad offrirlo in una visione integrata. Si tratterebbe nella sostanza di fare si che i tanti appassionati della corsa lunga siano incentivati a cimentarsi lungo il percorso della 50 km di Romagna non solo il giorno della gara, bensì in ogni momento dell’anno. Attratti in questo anche dall’offerta turistica che il territorio può mettere in campo.

Quali potrebbero essere le misure di un progetto che vada in questa direzione? Ne suggerisco alcune:

  • coniare un logo della manifestazione;
  • legare la campagna pubblicitaria dell’evento corsa ad una precisa promozione del territorio che metta in luce la bellezza del paesaggio che si incontra;
  • indicare il percorso per mezzo di una adeguata segnaletica stabile, accattivante e precisa;
  • segnalare i luoghi del buon cibo e del buon vino, i monumenti della storia e le architetture di pregio;
  • offrire l’evento 50 chilometri di Romagna collegato al Parco della Vena dei gessi e al Senio valorizzato come fiume di storia;
  • sviluppare il merchandising.

Ad avvalorare il progetto, vorrei ricordare che la corsa si sviluppa lungo un tragitto che attraversa, sia all’andata che al ritorno, il Parco dei Gessi con il suo conclamato valore ambientale. Aggiungo l’aspetto non affatto secondario della sinergia del percorso con il Senio, fiume di storia conosciuto in molte parti del mondo in ragione del fatto che nel ’44, lungo le sue rive, combatterono i ragazzi di 32 nazioni, oltre a quelli che stavano dall’altra parte.

Quest’anno la 50 chilometri di Romagna non si correrà per le note vicende del coronavirus. Abbiamo quindi il tempo per riflettere e per fare dell’occasione della sosta un momento di rilancio in grande stile dell’evento. Occorrerebbe che qualcuno prendesse l’iniziativa, potrebbe essere la stessa Amministrazione comunale, assieme alla Podistica Avis, ad avviare le danze.

Foto – 50 km di Romagna – Edizione 1993