Compagni del vecchio PCI dove siete?

Utilizzo questo spazio libero e personale per rivolgermi idealmente ai compagni con i quali ho lavorato per quasi quarant’anni. Con loro ho condiviso le gioie e i dolori della passione politica per il progresso, l’uguaglianza, il riscatto delle persone e classi più povere e diseredate, per la pace, la democrazia e la libertà.

Mi chiedo: dove ci siamo messi? Mentre si discute se rifondare il Pd o creare una nuova aggregazione politica nel campo della sinistra, la vita continua. Si continua a votare e da anni assistiamo allo spostamento del baricentro del governo del potere versa la destra che comprende quella più estrema e fascista. Per stare vicino a noi i prossimi appuntamenti saranno la nostra Regione e il comune di Faenza.

L’Emilia e Romagna è un bastione del riformismo. E’ dove la sinistra ha dato il meglio di se, facendo di questo territorio uno dei più avanzati al mondo. Pensare all’Emilia dei fratelli Cervi e di Marzabotto governata dai nuovi fascisti, dovrebbe di per se mobilitare le coscienze di chi non si sente da quella parte. Bisogna costruire in fretta un argine a questa deriva. E bisogna farlo scendendo in campo, ma ancora non si fa.

Faenza è il comune di riferimento dell’Unione dei comuni della Romagna faentina. La elezione del suo Sindaco, riguarda quindi in qualche modo tutto il territorio. Il dibattito politico nel Pd sul nuovo Sindaco pare essere una questione locale fra ex democristiani. Ho vissuto la storia della sinistra a Faenza negli anni settanta e ricordo quanto essa, aggregata attorno al PCI, fosse forte. Ricordo le persone e il loro valore. Molte sono morte, ma la loro lezione vivrà pure in chi è venuto dopo. Anche a Faenza bisogna scendere in campo, ma ancora non si fa.