Dalla Borgogna alle Langhe

Come siamo soliti, al rientro dalla Francia – via Frejus – ci fermiamo qualche giorno nelle Langhe. Lungo il tragitto abbiamo dato un’occhiata a Rochepot. Ci incuriosiva “quel castello” che per anni abbiamo notato lungo il tragitto. Solita bella cittadina della Borgogna, questa già dentro il comprensorio vinicolo, quindi ben tenuta. Siamo saliti al castello – privato – ma era chiuso. In compenso abbiamo potuto gradire il bel panorama su Rochepot e la campagna circostante.

Rochepot – Il Castello

Continuando il tragitto ci siamo fermati a Pont-d’Ain. Giusto il tempo per rimirare una delle possibili attività che si può svolgere in un fiume: quella con le canoe.

Verso le Langhe  abbiamo incrociato Carmagnola, la città capitale dei famosi peperoni dolci. E’ questo il momento del raccolto e abbiamo potuto godere della vista di tante bancherelle multicolori. Ne abbiamo acquistato qualche chilo che ci ha fatto compagnia per alcune settimane. Si tratta di peperoni con molta polpa, ottimi per essere lavorati in cucina.

Il nostro punto di riferimento per la sosta nelle Langhe è Castiglione Falletto. Dispone di una piccola area camper (5 posti), gratuita e con tutti i servizi. E’ ombreggiata e collocata in un punto panoramico a duecento metri dal castello che sovrasta il piccolo borgo Medievale. Castiglione, come tanti paesini delle Langhe, sorge in cima ad un colle. Dominato da un castello con le torri rotonde, consente una bellissima vista panoramica sulle colline, divenute da qualche anno Patrimonio Unesco. A noi piace per queste qualità, ma anche per un caratteristico locale, dove assaggiare vino è diventato per noi un culto. Si chiama Bar da Enza ed è adagiato sopra le ultime vigne – contandole dal fondo valle – di Barolo . Solitamente assaggiamo l’Arneis, un ottimo bianco da compagnia, che l’oste serve con un assaggio di salumi. Il calice costa quattro euro, non poco, ma la metà di quanto abbiamo pagato in Francia un vino dalle medesime caratteristiche.

Castiglione Falletto – Il Castello con le torri rotonde

Il giorno dopo, a piedi, siamo andati a Serralunga d’Alba, camminando lungo le vigne di pendio e i noccioleti di valle, seguendo sentieri segnalati e potendo così rimirare le famose viti e la bella uva. Camminare fra le viti ha il suo fascino. Si apprezzano il lavoro dei contadini – oramai quasi interamente delegato a lavoratori stranieri – e le geometrie della campagna e si ha l’idea di quanto sia faticoso il loro lavoro.

Serralunga d’Alba

Partiti da Castiglione, abbiamo prima visitato la Cantina sociale dove ci siamo riforniti di alcune bottiglie e di un ottimo bianco sfuso a due euro al litro. Poi siamo saliti a Neive, un paese che ci mancava, dove abbiamo faticato per trovare l’area camper. Se siete in difficoltà, per aiutarvi chiedete del circolo Acli.

Neive è una bella città, di impianto Medioevale, con una bella piazza settecentesca alla quale si accede lungo viuzze acciottolate. E’ uno dei Borghi più belli d’Italia. Adesso è anche una classica città del vino, famosa per il Barbaresco. Collocata in cima ad un colle, dalle sue mura si scorge uno splendido panorama. Tutti i luoghi di ritrovo e i bar sono orientati sul turismo, con prezzi conseguenti. Si ha l’impressione che la ricchezza (probabilmente non per tutti, ma visibilmente diffusa), abbia creato una crisi della comunicazione.

Neive – La Torre dell’Orologio

I bar hanno visibilmente perso la loro funzione sociale di incontro e socializzazione. Abbiamo visto qualche persona anziana, di giorno, nel circolo Acli, fuori dalle mura. Presenze che la sera di solito turnano con quella dei cittadini macedoni, la comunità di stranieri da anni insediata in quel luogo. E’ del tutto evidente come i macedoni siano coloro che lavorano i campi. Col tempo hanno recuperato spazio, tanto che, essendo loro ortodossi, hanno avuto dai cattolici una grande chiesa che poi hanno trasformato con i loro simboli. E’ certamente questo un segno di integrazione e tolleranza, ma anche la spia di un problema relativo al futuro di queste terre.

Neive – La chiesa Cattolica diventata Ortodossa.

Il viaggio è terminato, se le informazioni rese possono servire a qualcuno, bene. Altrimenti, mi sono divertito a scrivere.

Queste le puntate precedenti del viaggio:

1 – Borgogna e Morvan, Saulieu

2 – Le cittadine del Morvan e Chatillon-en-Bazois

3 – Joux-la-Ville e Neyers sur Serein

4 – Chablis e lo Chablis

5 – Vincelles e Auxerre

6 – Digione

Ed ora alcune foto.