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Sud in camper – 3 Matera

Visitare Matera è un desiderio da appagare.

Quarant’anni fa, restammo abbastanza colpiti. La città era povera, non c’era ancora il turismo di massa. Visitammo una piccola parte della città guidati da ragazzini che si proposero insistentemente come guide. I Sassi non erano quelli di oggi, erano deserti, con qualche “abitazione” occupata da persone povere e qualche luogo storico da visitare.
Oggi la situazione è totalmente cambiata. La vecchia città dei Sassi è quasi del tutto recuperata con i lavori partiti all’inizio degli anni novanta. Fu Alcide De Gasperi a decidere lo sfollamento della stessa nei primi anni cinquanta per fare fronte al degrado e alle troppo cattive condizioni di vita delle famiglie che vi vivevano.

Perché è importante Matera, tanto da essere riconosciuta come sito Unesco e decretata Capitale della cultura europea? Le ragioni sono diverse. Matera mostra ancora chiaramente tutte le fasi della nostra civiltà. Si dice come solo altre due città al mondo: Aleppo e Gerico. Di questa storia plurimillenaria mostra poi la costante simbiosi con il territorio circostante e il grande valore architettonico. Queste poche informazioni servono per inquadrare la descrizione che fornirò con l’ovvio carattere della parzialità.

La città vecchia sorge sopra una gravina e si presenta come due coppe rovesciate e accostate.

Sono queste le forme dei due Sassi di Matera che prendono il nome di Barisano e Caveoso. Dall’altro lato del canyon, l’altra gravina con i maggiori insediamenti rupestri.
Il classico punto di partenza per la visita è Piazza Vittorio Veneto. Alcuni archi introducono alla splendida vista del Sasso Barisano, con sullo sfondo il Duomo. Si tratta di uno dei punti panoramici più importanti. Percorrendo poi a destra, restando in piano, si giunge al belvedere di Piazzetta Pascoli (il poeta romagnolo ha insegnato a Matera) dalla quale si osserva il Sasso Caveoso. Proseguendo, dopo poche centinaia di metri si giunge davanti al Duomo, splendido punto di osservazione sopra i Sassi.

Dopo avere camminato sul bordo delle “coppe” è bello immergersi “dentro”.

Inizia così un cammino abbastanza faticoso fatto di continui sali e scendi per le viuzze e le scalinate dei vari quartieri e vecchie abitazioni. Oggi i sassi sono diventati una sorta di grande “albergo diffuso”. Piccole abitazione dove si “villeggia” e tante altre dedite a servizi per i visitatori. Alcune abitazioni, non so dire in quale percentuale, sono tornate ad essere abitate da famiglie materane.

Perdersi fra le viuzze è bello perché ad ogni passo si scorge qualcosa di diverso. Le abitazioni sono curate, così come i piccoli giardinetti, composti da varie qualità di piante in fiore. L’ambiente è curato, nessun rifiuto in giro, da queste parti la raccolta differenziata funziona molto bene. Non si vede un’antenna televisiva.

Attirano l’attenzione gli elementi architettonici che caratterizzano ogni angolo delle vecchie case in muratura, così come gli anfratti scavati nella roccia. Interessante e curioso il sistema di canalizzazione delle acque piovane che dai coppi scorre lungo le pareti “passando” di casa in casa fino a giungere nei vari punti di raccolta, quindi al fiume del canyon che ha originato nei millenni le gravine. Nessuna grondaia di metallo, solo coppi a guidare il tragitto delle acque e calate realizzate con piccoli tubi di terracotta.

Ammirati i sassi di giorno, è bello visitare la gravina che si erge di fronte a Matera.

Si arriva sull’altopiano fino alla sbarra in auto, oppure in pullman. Dall’area dove abbiamo il camper, anche a piedi. Dalla sbarra si cammina. Restando in alto si può ammirare tutta Matera. Scegliendo i sentieri di mezza costa, si accorcia la vista sui sassi, ma si incontrano le antiche abitazioni e chiese rupestri dei lontani antenati. Dal basso all’alto. La vista verso i sassi è mozzafiato. Dalla parete che sale dal fiume, si notano, nella parte bassa, caverne un tempo abitate, sopra ad esse la maestosa complessità dei Sassi e ancora più su la fascia delle abitazioni moderne.

Camminando lungo i sentieri, dicevo, si incontrano abitazioni e chiese rupestri, alcune delle quelli ancora istoriate e per questo molto suggestive. Ad un certo punto, salendo sopra uno sperone roccioso, si notano fissate in terra, alcune plance di ferro: siamo sul Golgota della crocifissione di Pasolini nel film Il Vangelo secondo Matteo. Occorre riconoscere al compianto uomo di cultura una funzione decisiva per il rilancio economico e culturale di Matera. Le scene da lui girate, fecero conoscere al mondo quei luoghi e aprirono la via per tanti altri registi che nel corso degli anni hanno poi lavorato in quello scenario. Si ricordano Ben Hur, Mel Gibson e la sua Crocifissione, Wonder Woman e molti altri. Adesso sono in attesa del cantiere della nuova edizione della saga degli 007.

Quello che corrobora questo paesaggio rupestre e lo rende davvero straordinario, soprattutto in questa stagione di fine aprile, è la fioritura che si può ammirare. Le erbe spontanee fiorite sono decine e il loro miscuglio di colori e forme presenta una visione fantastica, con sullo sfondo Matera e i suoi sassi. Nessuna descrizione può rendere l’emozione che si prova alla vista di quella magnificenza. Nemmeno alcune foto che ho inserito nella galleria.

Ultima vista da non perdere è quella notturna.

Un sapiente gioco di luci, certamente disposte per stupire, rende magico l’ambiente dei Sassi. Il consiglio è di fare il giro dei tre punti panoramici indicati inizialmente e perderci qualche ora per apprezzarne l’effetto in ragione dell’incedere delle tenebre.

In attesa della sera potete dedicare un’oretta alla visita del Palombaro lungo. Si tratta di un immenso acquedotto ricavato dentro la roccia dall’uomo nel corso del 18mo secolo e dal quale i materani hanno attinto acqua fino al dopoguerra. Un’opera straordinaria ricavata in una roccia porosa e friabile, poi ricoperta da un leggero composto impermeabile creato e steso dall’uomo, come ad intonacare una stanza. Straordinario il fatto che l’acqua sgorgasse anche dal basso, come ancora oggi si può apprezzare.

Matera oggi è anche valorizzazione del territorio e delle sue produzioni.

Il cibo assaggiato nel corso della nostra presenza è stato molto apprezzato. Ricordo le zuppe di cereali e le orecchiette di Ridola; il panzerotto di Sottozero, un calzone di mozzarella e pomodoro fritto al momento; le mozzarelle e il canestrato di un caseificio locale; la tetta della monaca, un morbido, eccellente dolce di Schiuma, una pasticceria d’eccellenza.

Per ultimo le informazioni utili ai camperisti.

Abbiamo sostato al Kartodromo della Palomba – Strada Statale n. 7 al Km. 582 + 538 – 75100 Matera. I servizi sono all’incirca quelli di un campeggio. Dista qualche Km da Matera, ma i fratelli che lo gestiscono hanno istituito un servizio navetta gratuito fruibile ad orario, come un autobus, ma in caso di necessità in qualsiasi momento della giornata.
L’area, che funge anche da base per le troupe dei cineasti quando girano in zona, è molto accogliente, ricca di verde e di piante. I gestori sono affabili. Cercano di mettere in agio i clienti offrendo loro consigli di ogni tipo, che noi abbiamo constatato essere veritieri.
Sappiamo che a Matera ci sono diverse aree che non conosciamo, quindi non possiamo fare una graduatoria di valori, ma questa è davvero accogliente. Costa 25 euro al giorno, ricevuta compresa.

Concludo con un cenno critico.

Per essere Capitale della Cultura, mi sarei aspettato qualche iniziativa culturale in più. Molto apprezzata la mostra all’aperto di Salvador D’Alì, ma quasi assente l’animazione. Quel contesto si presta ad essere teatro di una diffusa rete di attività teatrali e musicali di vario genere. Casomai di ricerca e proposte da gruppi di giovani. Ciò che appare in modo inequivocabile è invece la presenza, spesso petulante dei turisti, con una massa di giovani studenti lasciati spesso allo sbando. Almeno questa la mia impressione.

Sotto una galleria di foto.

Le altre note del viaggio (cliccate)

1 Altamura

2 Gravina

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