A cavallo del Tagliamento

Passariano (5)Siamo a cavallo del Tagliamento, una grande colata di ghiaia e sassi solcata da rivoli di acqua. A Passariano sostiamo a fianco della Villa Manin in un’area camper gratuita, munita dei servizi essenziali. Ci attrae una vasta cartellonistica del territorio e un distributore pubblico di depliant informativi, promossi dalla Pro loco . L’allaccio alla corrente si paga acquistando gettoni a ore al bar. Rimaniamo attratti da una accoglienza turistica che non discrimina affatto chi viaggia in camper: anzi, vuole attrarli. Aspetto questo, comune a tutti i luoghi visitati in Friuli.

L’area camper è ricavata in un ampio parcheggio verde ed alberato che funge da stazione di partenza per tre percorsi ciclabili nel territorio circostante. La mattina dopo scegliamo di percorrere in bici il percorso delle ville, in vece di quello dei mulini o di quello delle frazioni.

Lungo il percorso ci ricordiamo di ciò che la sera ci ha detto la gentile barista: “la nostra montagna è tutta bella, in pianura la bellezza bisogna cercarla”. In pianura primeggia la coltura del mais – allo scopo di foraggiare le tante centrali a biomasse – e questo la rende monotona, oltre a indurre a pensieri negativi; è però solcata da canali di acqua, da zone paludose e cosparsa di una bella vegetazione.

Graziose anche le piccole frazioni sorte accanto alle chiese e le belle ville di cui è cosparso tutto il territorio. Andare in bici è gradevole e corroborante. Verso il finale attraversiamo Codroipo e il suo lungo mercato ambulante dove ci riforniamo di ottimo Montasio a buon prezzo (9 euro al kg), causa la crisi del settore. L’ambulante ci saluta con mandi.

Il pomeriggio lo dedichiamo alla visita della Villa Manin, un grande complesso monumentale che ospita una bella mostra di quadri e fotografie. La mostra, proveniente dal Museo nazionale greco, è dedicata ai movimenti culturali dell’avanguardia russa del periodo iniziale della Rivoluzione, quando fermenti culturali innovativi e di grande valore trovarono spazio nelle “aperture” rivoluzionarie, poi negate e represse negli anni trenta con l’avvento al potere di Stalin.

Girovagando per la mostra (esposta fino al 28 giugno) incappiamo in una sala dove si proietta un film russo degli anni venti. Il regista riprende un operatore cinematografico che riprende il lavoro di una giornata nella città di Odessa. Subito ci pare una lagna, però continuiamo a guardare, fino a quando non riusciamo più a staccare gli occhi dallo schermo. Tanto è coinvolgente il crescere del ritmo delle riprese, coincidente con il ritmo del lavoro nella città. E tanto è ammaliante il commento musicale. Restiamo in quella sala oltre un’ora, fino a quando si è fatta ora di andar via. Ci informiamo e riusciamo a capire che il regista è Vertov, col quale ha collaborato Aleksandr Rodcenko. Il film titola “L’uomo con la macchina da presa (1929)”. Un capolavoro del cinema e della tecnica di ripresa del tempo.

All’uscita della villa visitiamo il suo grande parco aperto al pubblico.

Verso sera decidiamo di visitare il Parco delle risorgive di Codroipo. Dopo una bella camminata ristoratrice, immersi nella natura e nei suoi colori, non senza qualche rimpianto, ci dirigiamo a Valvasone, un piccolo borgo insignito del blasone di uno dei borghi più belli d’Italia.

Anche qui ci accoglie un’ottima area camper, gratuita, ricavata in un parco verde pubblico con servizi e luce. Il borgo è veramente attraente con il suo castello, le sue antiche viuzze e i canali ricchi di acqua. Di spicco la scelta dell’Amministrazione comunale di valorizzare ogni cosa che sa di storia. Al mattino successivo puntiamo su Spilimbergo. (Fine seconda puntata)

Ora alcune foto.