Casaleggio

Valli di Comacchio
Valli di Comacchio

Quando una persona muore si è portati a riflettere, poco o tanto sulla sua esperienza di vita. Capita maggiormente verse le persone importanti. quelle sotto i riflettori.

Non ho mai ascoltato Casaleggio. Non conoscevo le sue idee vere. Conoscevo la rappresentazione che di esso davano i media e la politica. Veniva dipinto come un diavolo oscuro. Anche a me, per come lo vedevo nelle immagini televisive, piaceva poco.

Lunedì, giorno della sua morte, Rai 3 ha messo in  onda un’intervista dell’Annunziata a Casaleggio. Un modo perfetto per ricordare quella persona. In quell’occasione Casaleggio è stato fortunato nell’avere incontrato una maestra del nostro giornalismo. Una persona che senza fare sconti, entra dentro l’interlocutore, lo rivolta, ma lo rispetta, lasciandolo esprimere senza procurargli disagio.

Ho ascoltato con molta attenzione Casaleggio, e devo dire che mi è apparso tutt’altra persona rispetto a come è stata dipinta fino a domenica scorsa. Certamente non un diavolo. Mi è parsa una persona capace, serena e rigorosa. Esprimeva concetti chiari, anche rivoluzionari per la situazione odierna, ma per nulla eversivi.

Non so dire, per come l’ho ascoltato in Mezz’ora, quanto abbia condiviso del suo dire. Dico però che mi è parsa una persona che conosceva il presente e che immaginava e pensava il futuro. E come carattere e tensione ideale, mi è parsa una persona di altri tempi. Tempi nei quali la politica era al servizio della causa dei grandi ideali.

A ben vedere, a noi tutti, da oggi, manca qualcuno e qualcosa.