Solidaritè à nos amis français

Giro d'italia 010I gravissimi fatti di Parigi mi suggeriscono alcune riflessioni che unisco a quelle di tutti, allo scopo di alimentare le ragioni della civile convivenza.
Il primo sentimento è quello di una solidarietà incondizionata ai francesi, vittime di un atto di terrorismo enorme e il plauso per il senso che hanno dimostrato avere della libertà, bene supremo.
Ogni gesto volto a seminare il terrore in una nazione in pace, va condannato senza riserve o distinguo e va combattuto con l’unità popolare, isolando i terroristi fino a fare loro venire meno ogni sostegno dell’intelletto umano. Il terrorismo va, oltre tutto, inaridito culturalmente.
In questi giorni in ogni parte libera del mondo si è manifestato contro il terrorismo. Anch’io, l’altra sera, sono andato in piazza per significare il mio sdegno per i fatti di Parigi. Eravamo in tanti, compreso molti giovani e donne di fede islamica. Mi ha fatto molto piacere e sono stato felice, quando abbiamo potuto, anche solo per un minuto darci la mano. In quel momento le idee di tutti, cattolici, mussulmani, di altre fedi religiose, agnostici e atei, è come si fossero unite, mediate e volte verso il bene.
Hanno parlato diverse persone. Tante belle parole, sofferte e condivisibili. Possiamo dire che anche a Castel Bolognese si è aperto finalmente un dialogo fra culture diverse.
I cittadini mussulmani, rappresentati dal loro capo spirituale, hanno sostenuto, appellandosi al Corano, che la religione islamica ripudia l’uccisione dei propri simili per ragioni di fede e di contrasto alla libertà degli altri. Ma anche, se ho ben compreso, che quelli sono compagni che sbagliano. A questo mi ha fatto pensare l’affermazione che loro piangono tutti morti di Parigi, quasi ponendo sullo stesso piano uccisi ed uccisori.
Il resto delle persone intervenute hanno espresso, almeno così a me è parso, concetti più generici, del tipo: siamo contro la violenza, per la pace, con l’eccezione del sindaco che ha giustamente inviato alla comunità islamica una richiesta precisa, ossia, che da loro parta una forte, costante ed evidente azione volta ad isolare e combattere le schegge impazzite presenti al loro interno.
Le cose dette mi hanno fatto pensare a due, tre cose.
Fra il mondo occidentale è quello arabo non deve aprirsi una guerra di religioni, bensì deve progredire un confronto fra civiltà e culture diverse. Non per la supremazia dell’una sull’altra, ma per la reciproca comprensione. Dalla quale partire per spostare i confini. Questo mi fa dire che nei confronti delle persone di altri paesi e culture che giungono in Italia e in Europa dobbiamo smetterla di parlare di integrazione, pensando solo ai nostri parametri di riferimento, bensì, di ricerca del massimo livello di convivenza, nel rispetto delle diverse culture, fermo restando il rispetto di tutte le leggi del paese ospitante.
Dobbiamo riconoscere che siamo diversi. Si è visto anche l’altra sera in piazza. I cittadini mussulmani sono stati rappresentati dal loro capo spirituale, lasciando intendere come per l’Islam la religione travalichi i limiti della sfera spirituale e morale per abbracciare il campo della gestione materiale della società. Dalla nostra parte le espressione sono state più composite e varie. Il capo della nostra religione storica è stata una voce fra le tante. Questa diversità, a mio avviso, può essere un terreno di confronto vero e fecondo fra le due culture. Alla ricerca di equilibri più avanzati, che dobbiamo impegnarsi a fare pendere dalla nostra parte.
Per ultimo dico che se è vero che la somma fa il totale, se accostiamo fatti, pur molto diversi nella loro portata, come il terrorismo di Parigi e i gesti di inaudita violenza perpetrati da cittadini arabi anche ultimamente nelle nostre comunità, sopratutto contro le donne, bisogna augurarsi che presto anche l’Islam manifesti al suo interno un vero rivoluzionario come Papa Francesco.

Ps – Ho appena visto e ascoltato la cronaca dell’enorme manifestazione di Parigi. A me ha detto che la coscienza civile dei cittadini è molto più avanzata rispetto la politica espressa dai suoi governanti. Credo che quella moltitudine di persone ci dica che bisogna confermare i principi di libertà, di uguaglianza e di democrazia e come occorra che la politica li renda sostanziali e li rafforzi, compiendo decisi e immediati passi verso l’Unione europea, verso gli Stati Uniti d’Europa.