Sicilia in camper, da Taormina a Noto

Marina di Noto (Sr)
Marina di Noto (Sr)

Al mattino successivo (29), saliti sul pulman (partenza ogni quarto d’ora dal capolinea posto vicino all’area di sosta), ci siamo recati a Taormina. Anche se molto turisticizzata, visitarla è gradevole per gli scorci che mostra e per i maestosi panorami che consente di ammirare: verso l’Etna, sulla sua spiaggia – considerata una delle più belle d’Italia -, verso la città alta e nella direzione di Castelmola. Non poteva mancare la visita al Teatro greco (€ 10), ben conservato e rinomata sede di intrattenimenti internazionali.

Nel pomeriggio abbiamo visitato le Gole di Alcantara (€ 9). Prima, siamo risaliti lungo il sentiero creato sulla riva; al ritorno, ci siamo calati nell’alveo del fiume. Si tratta di una spaccatura delle rocce basaltiche avvenuta, si  pensa, a seguito di terremoti. Il fondo è stato levigato dalla discesa dell’acqua del fiume Alcantara. E’ particolarmente suggestiva la strana conformazione a canne d’organo delle pareti, poi i colori azzurrognoli della roccia, le loro diverse tonalità secondo il modificarsi della luce, infine i colori lussureggianti della vegetazione di contorno. Per portarsi sul letto del fiume, si scende e si risale per mezzo di una scala di 200 scalini, oppure con l’ascensore. Lo si può guadare tranquillamente, mentre per risalire la corrente occorre ci sia meno acqua di quella presente in questa stagione.

Per arrivare a Siracusa, obbiettivo del giorno dopo (30), abbiamo percorso la provinciale ad ovest dell’Etna. Ci incuriosiva vedere il paesaggio sulle pendici del vulcano da quella parte. Ogni tanto si incontrano le varie colate laviche avvenute nei secoli. Il paesaggio è verdeggiante, punteggiato in questa stagione dalle ginestre in piena fioritura. E’ presente inoltre una ricca fioritura multicolore derivata da quelle che chiamiamo “erbacce”. All’apparenza, la zona è abbastanza povera. Si nota, su scala abbastanza vasta, la coltivazione della vite, poi qualche appezzamento di ulivi, qualche coltivazione orticola, sparuti mandorli, carrubi. Nemmeno l’ombra di un’attività produttiva di un certo rilievo. Nella zona di Bronte – che non abbiamo visitato perchè ci è parsa troppo caotica – si notano le coltivazioni del pistacchio.

Lungo questo tragitto, abbiamo visitato Randazzo. Ho dimenticato di dire che la cosa che più ci è balzata agli occhi in questi primi giorni, è stata la caoticità del traffico, della segnaletica stradale e l'”allegria” dei conducenti di automezzi. Si può dire tranquillamente che tutte le città che abbiamo fin’ora visitato sono pesantemente invase dalle automobili. Non esistono parcheggi, quindi auto ovunque e il primo problema per i turisti in camper è, appunto, quello di avvicinarsi alle città. A Randazzo abbiamo chiesto ospitalità per la sosta ad un distributore di benzina, che ci ha accolto. Qui abbiamo visto quello che gli studiosi d’arte dicono essere il più bel campanile della Sicilia. Attiguo alla chiesa di San Martino, è un campanile in pietra bianca e nera con splendide bifore di fattura particolare. Molto bella poi la via degli Archi, che rappresenta, assieme a San Martino e alla chiesa di Santa Maria uno dei punti più caratteristici della città storica.

Nel primo pomeriggio abbiamo raggiunto Siracusa e parcheggiato in una vecchia caserma, assieme ai pulman, gestito dai Vigili Urbani (1,5 € all’ora, aperto fino alle 22 di sera). Siracusa è una culla di civiltà; greci, arabi, romani, bizantini e tanti altri popoli, hanno qui lasciato qualcosa di loro stessi. Non sto quindi io a fornire informazioni che possono essere recepite compiutamente in rete. Avevamo già visitato Siracusa 11 anni fa: posso solo annotare che la parte degli scavi archeologici, mi è apparsa più malmessa di allora. Il Teatro greco è troppo “oscurato” dagli effetti delle rappresentazioni teatrali e quello Romano si presenta colmo di erbacce e di fatto chiuso al pubblico, quando, se non erro, undici anni fa lo si poteva calpestare. Questo problema, comunque, non oscura lo straordinario interesse storico della città, sopratutto nella sua parte costruita sull’isola: l’Ortigia.

Al termine della visita ci siamo recati verso la Marina di Noto, dove abbiamo sostato per la notte nella prima area-camper incontrata (Oasi Park Falconara – € 13,5 – compreso di tutti i servizi). Al mattino (31), dopo una rapida visita alla vicina Cala Bernardo, spezzone di costa purtroppo caratterizzata dall’edilizia senza regole apparenti e da un livello di sporcizia tale che comprende la presenza di carcasse di animali in putrescenza lunghe le strade, ci siamo recati a Noto. Siamo stati accompagnati da un servizio navetta messo a disposizione dal gestore dell’area-camper (€ 5 a persona). Dimenticavo di dire che a Cala Bernardo, in quel particolare ambiente, i cittadini hanno istallato, nel 2008,  a “perenne riconoscimento” una lapide inneggiante a Ferdinando II, rè delle Due Sicilie, per i benefici loro resi dopo essere stato “acclamato dal popolo festante” a seguito del suo ” sbarco del 6 ottobre 1838″.

Noto, città del barocco per eccellenza, è molto bella. L’abbiamo trovata nettamente migliorata. Ricca di storia e del portato del rango di capitale avuto per tanto tempo, si presenta in buono stato e ricca di fermenti. Si “vede” un’amministrazione comunale attiva, che pone idee in campo. La città è già piena di turisti e, all’apparenza, l’economia gira abbastanza bene. La grande Cattedrale è completamente risorta dopo il crollo della sua cupola di tredici anni fa, ma è solo salendo le scalinate che si incontrano le “meraviglie” dell’architettura barocca e dei suoi “fronzoli” che i ricchi signori di allora vollero, come ad esorcizzare i pericoli di una nuova catastrofe, dopo che il terremoto (nono grado – sentito anche in Spagna) del 1600 la distrusse completamente.

Se andate a Noto non mancate anche di salire in cima ad uno dei tanti campanile per ammirare gli splendidi panorami della città e della sua periferia. Sempre a Noto, al Caffè Sicilia – di fronte alla Cattedrale -, abbiamo gustato un ottimo cannolo siciliano alla ricotta, condito da una buonissima granita alla mandorla.

Nel tardo pomeriggio, dopo un bagno ristoratore nel bel mare della Marina di Noto (spiaggia con sabbia), ci siamo recati nell’oasi riserva naturale di Vendicari, dove abbiamo sostato in una particolare struttura agrituristica (Agriturismo Calamosche – € 15 a notte).