Sicilia in camper: Mazara del Vallo

Mazara del Vallo - La medina
Mazara del Vallo – La medina

Per la sosta a Mazara del Vallo avevamo come riferimento le indicazioni del Portolano, ossia l’area chiamata Tonnarella club  in via Lungomare Fata Morgana 280. In realtà l’area è chiusa e abbiamo capito che non riaprirà. Poi, seguendo ancora le indicazioni del Portolano, corroborate dalle indicazioni dei locali Vigili Urbani ci siamo recati al Portovecchio, un grande piazzale il lungomare Mazzini, proprio davanti al Municipio. Non avendo trovato “la quadra” su questo sito per la sosta notturna, ci siamo recati presso il tranquillo Sporting club village, provvisto di servizio navetta per la città.

Il giorno dopo – sei giugno – di primo mattino, siamo volati in bici al vecchio porto dei pescatori per una rapida visita al loro variopinto mondo. Tornati rapidamente alla base – alle 9,30 – la navetta ci ha portati in centro per la visita della città, recuperandoci alle 12. Purtroppo lo scarso tempo a disposizione non ci ha consentito di apprezzare completamente una città che si è rivelata sorprendentemente complessa e affascinante.

Mazara del Vallo è una città dalle fattezze arabe. Il suo centro storico comprende un quartiere che appare come una vera e propria medina. Piccole case, piazzette, vicoli stretti dove c’è sempre ombra e brezza. Ma anche fuori dalla medina gli influssi arabi sono ben presenti. Dipende dalla sua storia (fondata dai Fenici, arrivarono poi i Punici. Dopo i Romani, i Normanni, diversi popoli di barbari. Fino a cinquant’anni fa quando iniziò una nuova emigrazione di tunisini, che pian piano di insediarono nei locali abbandonati della medina, ridando loro l’antico splendore. Ora la numerosa colonia di tunisini, ai quali sono stati affidati i lavori più pesanti della pesca, dell’agricoltura e dell’edilizia, vivono bene integrati nella città. A qualcuo parrà sorprendente, ma è così.

Altro stile imperante è il barocco. Lo si coglie nelle architetture di diversi palazzi e sopratutto chiese. Anche a Mazara le chiese sono tante, preciso segnale di una forte, secolare Diocesi.

La nostra visita è partita da Piazza della Repubblica, la più importante della città, ornata da palazzi di pregio, da un maestoso porticato e dalla Cattedrale. Qui abbiamo incontrato un cittadino di Mazara che si è fatto carico di accompagnarci. Una persona straordinaria, dal grande cuore, come tante ne abbiamo incontrate. Una persona anche particolare, dotata di diversa abilità. Spingeva la carrozzella con la mamma inferma. Ebbene, pur col suo doppio carico si è incaricato di farci conoscere Mazara abbastanza a fondo. Solo due esempi. Ci ha fatto visitare la bella chiesa di Santa Caterina, dopo avere chiesto la chiave alle suore dell’attiguo Monastero, non disdegnando spiegazioni sulle opere e mediando nell’acquisto dei dolcetti (ottimi) che le suore – separate da noi da una grata e da una piccola anta girevole – producono. Quei dolcetti che ogni volta “aumentano di un euro” come si è lamentato un cittadino che li doveva spedire alla figlia al Nord, ricevendo come risposta, gentile, la constatazione che anche nel convento il costo della vita aumenta. Bellissima scena.

Poi ci ha accompagnati nell’attraversamento della medina, offrendoci spiegazioni, facendoci notare cose particolari, salutando e interloquendo in arabo con le persone che incontravamo. Di altre chiese visitate non ricordo il nome, ma tutte di grande interesse. Vicino ad una di queste, credo la chiesa di San Francesco, corredata da in magnifico chiostro, abbiamo visitato la mostra di un artigiano del traforo che ha riprodotto in scala le più importanti opere della città e che si è posto come valente e appassionato informatore turistico. Da non perdere poi la visita del piccolo teatro della città, il Teatro Garibaldi, completamente in legno, realizzato con le assi delle imbarcazioni a suo tempo dismesse.

Un’altra delle ragioni per le quali è piacevole visitare Mazara è che le sue viuzze, le sue piazzette, i suoi muri raccontano la sua storia. Come abbiamo visto anche in altre città, spesso, ci si imbatte in elementi di arredo costituiti da pannelli murati, in genere di ceramica, che raccontano la storia di quel luogo. Tutto questo, mentre aiuta a capire, fa sentire il visitatore più vicino al contesto sociale e storico-culturale del luogo che sta visitando.

E che dire del magnifico e ampio parco pubblico, alberato da una vegetazione fitta e pregevole, che non lascia passare i raggi del sole. Fantastico.

Confesso che abbiamo lasciato Mazara a malincuore. In passato ne avevamo sentito parlare come di una città caotica e insicura. Nulla di tutto ciò. Mazara è una città, vivibile e sicura, certo con le sue contraddizioni e problemi derivati dalla sua natura marinaresca e dal fatto che è terra di confine, come poi tutta la Sicilia. Dobbiamo ringraziare Pietro, un amico nativo di Mazara, poi emigrato in Emilia, che ce ne ha parlato, facendoci aprire gli occhi oltre ai pregiudizi.