Il Senio è messo davvero male

Artista al Fiume
Artista al Fiume

Ieri, approfittando di un bel pomeriggio di sole, ho visitato il nostro fiume, dal Boccaccio alla Diga steccaia di Tebano. Purtroppo ho tratto una pessima impressione circa lo stato in cui versa. Credo sia giunto il momento di lanciare un fortissimo grido di allarme. Il nostro Senio è messo male sotto tutti i punti di vista. L’ultima fiumana ha messo in drammatica luce tutti i guai prodotti da anni e anni di incuria riguardo la sua manutenzione e tenuta. Credo sia bene che tutti, a partire dai nostri amministratori comunali, ce ne rendiamo conto in fretta. Ho notizia che l’Unione dei comuni della Bassa Romagna si è già mossa. Mi chiedo se l’Unione dei comuni della Romagna Faentina abbia fatto altrettanto: a me non risulta, ma sarei felice di smentirmi.

Gli aspetti più evidenti del degrado (e in qualche caso del pericolo) sono:
– i “saletti” erosi, particolarmente dove si è tritato in modo dissennato tutta la vegetazione;
– alberi pendenti, ormai completamente scalzati dall’acqua;
– centinaia di tonnellate di alberi divelti, tronchi e ramaglie lungo il corso dell’acqua e i “saletti”;
– lunghi tratti di alveo completamente ostruito da canne e rovi;
– quintali di pezzetti di plastica e di rifiuti vari, appesi ai rami della vegetazione e rifiuti di diverso tipo depositati lungo l’alveo.
Veramente impressionante l’incuria dell’area della Diga steccaia e della traversa del Canale dei Mulini. Quello che dovrebbe essere uno dei punti di maggiore interesse turistico e naturalistico di Castel Bolognese, versa in uno stato davvero penoso. Dopo avere consentito da fare tabula rasa dei grandi alberi e dei boschetti che ornavano tutta la zona, ora questa appare come una landa desolata e abbandonata. Nessuna cura per un patrimonio storico e ambientale di tutti. Davvero un grande meno in classifica per tutti coloro che, avendo voce in capitolo, non si sono fatti sentire. Davvero un grande lavoro per i nuovi amministratori di Castel Bolognese.

Ps – Tre giorni fa invece ho percorso il tratto di fiume che dal Boccaccio arriva al Ponte del Castello. Ho doverosamente salutato l’”appuntato” che starà senz’altro dietro le telecamere che riprendono tutti coloro che passano sull’argine, fatto che rende noi castellani veramente unici in Europa, e mi sono incamminato. Qui i predoni del legno hanno completato il lavoro: invece di un tagli selettivo, hanno divelto e macinato tutti gli alberi che fino allo scorso anno costituivano un valore ambientale di pregio, visitato e amato da tanti cittadini. Ora quel tratto di fiume è ridotto ad una semplice condotta d’acqua in un ambito fluviale spettrale. Unica eccezione, alcuni piccoli tratti curati dagli amici ortolani.

Ora alcune foto che testimoniano, purtroppo solo in parte, il degrado.