Il fiume Senio che vorrei

Parco fluviale (3)
Castel Bolognese – Il Parco fluviale

Gli Amici del fiume Senio si stanno muovendo. Dopo l’incontro dello scorso 12 marzo a Solarolo, hanno fissato per il 9 aprile, la data della costituzione dell’Associazione. Sarà un’Associazione di volontariato creata in base alla legge 662 del 1996.

In questi giorni i cittadini promotori si stanno confrontando sulla bozza di statuto. Sono quasi certo che le finalità che definiremo indicheranno un indirizzo, la strada maestra che si vuole prendere. Poi nell’Associazione, che sarà un organismo democratico, il dibattito continuerà di pari passo con lo svolgimento delle prime iniziative. La scommessa futura sarà quella di riuscire a tenere assieme il tema della sicurezza idraulica del fiume, con l’aspetto della tutela ambientale e paesaggistica.

Il fiume Senio non potrà essere solo uno scolo dove l’acqua corre forte. Come ogni fiume è un ambiente vivo dove flora e fauna prosperano in simbiosi. E’ un luogo dove migliaia di persone trovano serenità e sollievo psico-fisico. Per i giovani è un luogo di complicità. Personalmente nutro qualche sospetto verso chi grida al pericolo e sarei curioso di conoscere le decisione assunte dai comuni interessati, riuniti alcuni giorni fa. Così come non capisco se, le tanto decantate casse di espansione, rispondono maggiormente al tema della sicurezza del fiume o all’interesse economico legato alla enorme estrazione di sabbia e ghiaia. Il dubbio viene spontaneo anche al solo pensare che la prima delle tre casse è da tempo ultimata, ma non funziona in quanto non collegata al fiume.

Sul tema della sicurezza del Senio, per averlo osservato da oltre cinquant’anni, mi sento di dire questo. Negli anni sessanta,  abitando a Cotignola a pochi metri dal Senio, posso testimoniare di avere visto molte fiumane superiori a quella maggiore di questo mese. Fra quelle di allora e quella di adesso, abbiamo avuto quarant’anni di relativa tranquillità. Non c’è quindi ragione per allarmi eccessivi, se non per quello dovuto alla progressiva minore manutenzione e vigilanza. Manutenzione che va ripresa, sviluppata e mantenuta, con competenza – che certamente non manca ai tecnici – sapendo che a questa occorre fornire le risorse economiche necessarie. Ecco quindi il tema centrale: chiedere che la fiscalità generale garantisca le risorse necessarie che devono essere di quantità adeguata a garantire la sicurezza e il valore ambientale e naturalistico del nostro fiume. Senza definire priorità fra questi due temi, essenziali alla stessa maniera.

Propongo agli amici del fiume Senio, dalla sorgente alla foce, di sviluppare queste problematiche e di aderire all’Associazione che stiamo costruendo. Vogliamo un fiume che garantisca in sicurezza la sua funzione idraulica e allo stesso modo vogliamo un fiume che preservi la sua biodiversità, il suo valore ambientale e naturalistico, quindi, ogni forma di vita che esso ospita e ogni contenuto paesaggistico che propone. Insomma: chiediamo la libertà di “vivere” il nostro fiume.