Amianto

Amianto, cosa si può fare

Castel Bolognese - Eternit in campagna

Seppure lentamente cresce la preoccupazione dei cittadini circa la pericolosità della presenza di amianto (eternit) nel territorio. L’eternit è praticamente ovunque. In città come in campagna. Dietro la facciata delle case, nei cortili delle abitazioni costruite fino al 1992 (anno in cui l’amianto fu posto fuori legge), sui tetti delle case e dei capannoni, è normale rilevare la presenza di eternit. Così come è pressochè generalizzata la presenza di amianto nelle condotte dell’acqua (anche di Castel Bolognese), nelle canne fumarie e nelle vasche dell’acqua presenti nelle abitazioni.

L’amianto uccide. Ormai ogni cittadino ha notizia diretta di una o più persone assassinate da questo killer silensioso e invisibile. Quello che ancora manca, a mio avviso, è la consapevolezza del fatto che siamo solo agli inizi di questa tremenda vicenda. Occorre che tutti capiamo e che quindi abbiamo piena consapevolezza di alcune cose.

1. Le fibre di amianto si disperdono nell’aria, possono quindi essere inalate da chiunque. Questo significa tutti possiamo essere colpiti dalle malattie correlate, fra le quali il mesotelioma pleurico. I danni maggiori sono stati e sono a carico delle persone che, lavorando con l’amianto ne sono venute a contatto diretto (sono milioni solo in Italia), ma non sono escluse tutte le altre. Si ha notizia certa di donne casalinghe morte.

2. L’eternit, in perfetto stato di conservazione non rilascia fibre. Il problema sorge col tempo, con il suo deterioramento spesso dovuto anche all’azione degli agenti atmosferici e naturali. Questo significa che ogni anno che passa il pericolo aumenta, con l’avanzare dell’inevitabile deterioramento delle lastre.

3. Il tempo di incubazione della malattia si colloca fra i 20 e i 30 anni. Questo ci dice che il picco, combinato disposto fra lavorazione e manipolazione di amianto e usura dell’eternit, deve ancora avvenire. Si calcola avvenga attorno al 2020. Ma per quanti anni successivi dureranno ancora gli effetti della presenza di aminto nel territorio? Forse un secolo, forse più.

4. Tutto questo ci dice che dobbiamo assolutamente liberare, nel più breve tempo possibile, il territorio dalla presenza di questo agente assassino (l’eternit). Ognnuno dovrebbe fare la sua parte. Innanzi tutto nel verificare la presenza, attorno a noi, nelle nostre proprietà (abitazione, cortili, capannoni) di eternit. Valutarne correttamente lo stato di conservazione, chiedere consigli se del caso e intervenire, se necessario. Come? Incapsulando l’eternit (ricoprendolo di vernice apposita), oppure, molto meglio, rimuovendolo, previo contatto (obbligatorio) con il competente ufficio comunale.

5. Le autorità pubbliche, ognuna in base alle proprie responsabilità e competenze, dovrebbero attivarsi con idonea strumentazione legislativa e ordinativa cogente per spingere nella direzione del controllo e della rimozione dell’eternit su tutto il territorio entro tempi accettabili, ma chiaramente stabiliti.

A giorni pubblicherò il testo di una delibera ordinativa del comune di San Lazzaro di Savena che ha affrontato il problema della presenza di eternit nel suo territorio.

In questo sito ho ripreso spesso il tema dell’amianto. Se vi interessa consultarli, ho raccolto tutti gli articoli nella categoria Ambiente, alla voce Amianto.

Sarò ben lieto di pubblicare vostri commenti ai vari articoli e anche informazioni e contributi di idee, se vorrete inviarmeli a questo indirizzo: domenicosportelli@gmail.com

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