Valle di Cadore, per caso

Girando in bici può accadere di incontrare il borgo che non ti aspetti. E’ quanto è capitato a noi ieri quando, percorrendo la ciclabile delle Dolomiti, abbiamo deciso di visitare quel paese… laggiù in basso, prima di Venas. E’ Valle di Cadore.

Pare una cittadina abbastanza snobbata. Quando si transita per l’Alemagna da queste parti, il pensiero è puntato su Cortina, i passi dolomitici o sulla Val Pusteria. Invece Valle di Cadore merita attenzione, merita di essere visto, visitato e anche di trascorrervi qualche giorno per scoprirne tutti i suoi piccoli tesori.

Tesori di arte povera, di arte contadina, ma tesori ricchi di storia, di tradizioni, di cultura. E quell’antico sapore della saggezza dei contadini, poi diventati operai emigranti, mai piegati dal duro lavoro e fieri del loro trascorso. Abituato come sono a parlare con la gente dei luoghi che visito, ho incontrato un anziano che, riconosciuto il mio accento romagnolo, mi ha detto di conoscere Porto Corsini. Non per avervi trascorso le ferie, ma per avere lavorato alla costruzione della centrale elettrica. Si è accalorato nel ricordo di quella località -da lui non più riconoscibile, quando l’ha rivisitata – nel ricordo del Sangiovese e della buona cucina romagnola. Capita spesso che, lungo il mio peregrinare per l’Italia, capiti di incontrare persone che hanno lavorato in Romagna e che la ricordino con affetto. Mi fa molto piacere.

La visita al borgo è stata affrettata e ci siamo ripromessi di riprenderla. Ma nel poco tempo trascorso abbiamo avuto modo di ammirare un borgo non ancora fagocitato dal turismo e che mantiene le caratteristiche del suo passato. Case di montagna, ben tenute e valorizzate da splendidi balconi fioriti, ingentilite da sculture giocose, attorniate da piccoli orti e da giardini in fiore. E che dire della via Romana, la vecchia consolare? Giungeva da Venezia e si dipanava verso il Comelico e lungo la Valle del Boite. Valle è attraversato da questa arteria a lato della quale si possono scorgere i segni di un tempo veramente lontano. Poi alcuni palazzi di pregio, istoriati fuori e dentro, seppure bisognosi di munificenze per potere essere riportati alla giusta luce. La vecchia Fonte delle 5 Cannelle, il vecchio ponte di Rualan che consente lo scorrere di un sentiero, forse in antichità una carraia, forse la stessa via consolare, che attraversa un orrido fra due montagne e che in poco più di un’ora porta  i camminatori lungo i boschi, a Perarolo.

E che dire della grazia di alcune piccole chiesette e della maestosità austera di quella parrocchiale; particolarmente bella, guardandola dal ponte di Rualan. Non so se Valle di Cadore sia inserita nella propagandata collana dei Borghi più belli d’Italia, ma certamente entra nella mia personale classifica.

E come spesso accade, preferisco lasciare parlare le foto, certamente più in grado del mio scritto di suscitare la vostra curiosità.