Via Emilia, al Ponte tre morti in pochi mesi

L’ultimo alcune notti fa. Un uomo in sella ad uno scooter è stato tamponato e ucciso da una potente auto, guidata da una persona risultata non sobria. E’ stato scaraventato a centocinquanta metri di distanza, in presenza del limite di velocità di settanta chilometri orari.

Tre morti e tanti incidenti minori negli ultimi mesi al ponte del Castello. Credo sia giunto il momento che se ne parli e che si prenda atto che, il tratto di via Emilia che va da via Zanelli (Castel Bolognese) a via Prosciutta (Faenza) è al top della pericolosità di una strada, purtroppo, tutta pericolosa. Per rendersene conto una volta di più, basta guardare i segni delle evoluzione degli automezzi sull’asfalto da poco rifatto.

Si suppone che una delle cause di questa recrudescenza possa essere in parte derivata dall’istallazione di un distributore di benzina con annesso bar-pasticceria aperto H 24. Questo piccolo centro commerciale, ha procurato un altissimo numero di attraversamenti ed emissioni in una strada ad alevatissima circolazione di mezzi a tutte le ore del giorno e della notte. Nelle due porte di accesso e di uscita da quell’area si entra e si esce da qualunque direzione si provenga, senza vincoli di alcun tipo. Tutte le manovre sono rese più difficili dal fatto che avvengono in una grande semicurva.

Le diverse migliaia di manovre al giorno che si svolgono in quel punto si aggiungono e si combinano  a quelle, talvolta imprevedibili, derivate nelle ore notturne (e ultimamente anche di giorno) dai clienti e curiosi attratti dalla storica prostituzione di strada. A queste situzioni va aggiunta la cronica indisciplina di troppi conducenti, in particolare per quanto riguarda il rispetto dei limiti di velocità.

Ce nè sicuramente abbastanza perchè le autorità di Castello e di Faenza, competenti e deputate al controllo , facciano suonare i campanelli di allarme. Avanzino alle proprie amministrazioni comunali, e tramite loro all’Anas – proprietaria della strada e concessionaria di tutte le autorizzazioni -, proposte concrete di adeguamento e messa in sicurezza di quel tratto di strada. L’Anas dovrà capire che la situazione è intollerabile e, valutate le proposte, dovrà essere spinta ad assumere in fretta le decisioni conseguenti.