Castel Bolognese, Pentecoste col botto

Un grande concerto dei Nomadi, ha concluso col botto una splendida festa di Pentecoste. Ieri sera, parcheggiare a Castello è stato un problema per molti. Vuoi per la curiosità di ascoltare la nuova voce dei Nomadi, vuoi per la gratuità del concerto, ma soprattutto per la simpatia e la qualità di una band che riesce ad unire nei suoi concerti tre generazioni di persone, dai nonni ai nipoti. Davvero bello, davvero bravi.

Anche il cielo ha fatto la sua parte, uno sbuffo di vento e un tuono venerdì sera, poi calma piatta.

Il vero segreto del successo di questa festa è il modello su cui è costruita. Modernità e tradizione che si tengono insieme, una ristorazione semplice, di qualità, a prezzi contenuti e soprattutto informale, un parco giochi ampio e creato con cura. Ma soprattutto ciò che la sostiene come una inespugnabile fortezza è il senso di una comunità intera che si ritrova e collabora. Questo è il vero valore aggiunto di una festa che riesce ad unire senza scompensi sacro e profano.

Detto ciò, il tema di cui si discute è il governo della mescita del vino. Un tema anch’esso centrale per la riuscita della festa, ma per sua natura molto delicato. Negli anni si è intervenuti dettando alcune regole, ma più di tanto non si può fare per la semplice ragione che un certo livello di trasgressione fa parte del gioco.

Continuo a pensare che le cose possibile da fare stiano nella capacità di offrire ai giovani messaggi riferiti a valori positivi del tipo: “se bevo non guido”, la presenza di operatori del Sert in piazza, una presenza discreta e “amica” delle forze dell’ordine. Poi la buona musica, che soprattutto nella giornata del venerdì sera, deve accompagnare i giovani fino al termine della serata.