Lume a marzo

Non vorrei dire, ma non mi pare che “Lom a merz” possa essere trasformato in uno spettacolo di piazza. Così facendo si corre il pericolo di oscurarne la tradizione e il significato di rito propiziatorio che aveva per i contadini romagnoli. E anche l’aspetto educativo e di scoperta per i bambini. E poi lom a merz brucia gli stecchi delle potature.

Troverei bello che, a Castel Bolognese,  lom a merz tornasse a vivere nelle campagne, casomai valorizzando per la sua celebrazione le parrocchie. Si offrirebbe così ai genitori la possibilità di accompagnare i propri figli, tenendoli per mano, alla prova del coraggio della sfida del buio e alla conoscenza del valore e del miracolo della terra.