Basta cemento

Castel Bolognese

Bisogna fermare la cementificazione e imporre una maggiore attenzione e cura al territorio. Questo deve accadere in Liguria, come in tutta Italia. Nessuno si può chiamare fuori, destra, centro e sinistra. Le vicende di questi giorni dimostrano almeno due cose.

Si è rotto qualcosa nei meccanismi di regolazione della vita del pianeta, causa l’eccessivo surriscaldamento. Questo elemento sta provocando fenomeni abnormi, che mettono in discussione il modello globale di sviluppo basato sullo sfruttamento delle materie prime e sulla devastazione della natura.

In Italia, da decenni, si è dato impulso ad un vero e proprio saccheggio del territorio per costruire case e capannoni, di cui non c’era così tanto bisogno. Ciò è potuto accadere per compiacere la lobby del mattone e del cemento e nella convinzione che lo sviluppo edilizio fosse il volano principale dell’economia. Nel nome di questo sviluppo distorto, favorito da leggi complici, si sono saccheggiate le coste dei nostri mari e dei nostri laghi. L’abbandono della montagna ha fatto il resto.

Ed ora paghiamo le conseguenze. Bisogna fermarsi. Mentre si deve lottare per una svolta nazionale, per nuove leggi, occorre mettere sotto i riflettori la politica urbanistica di tutti gli enti locali. Bisogna indagare per conoscere la effettiva situazione, a partire dal monitoraggio delle abitazioni vuote e invendute in ogni comune. E molto altro ancora.