Unione dei comuni da ripensare

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Penso sia saggio aggiornare la discussione circa l’Unione dei comuni. Con tutto quello che sta bollendo in pentola si rischia di spendere risorse per architettare qualcosa di già superato in partenza. La crisi ci impone di spendere meno nel comparto della pubblica amministrazione. Si parla allora di diminuzione del numero delle Provincie, ma anche di loro generale soppressione. Si propongono accorpamenti; a nessuno è sfuggita l’ipotesi, ormai qualcosa di più che una semplice ipotesi, della provincia Romagna. Si vocifera anche di trasformazione delle provincie in enti di secondo grado, più o meno sul modello delle Unioni comunali su cui si lavora, se non erro. Si potrebbe avverare anche l’ipotesi di accorpamenti, quindi di drastica riduzione del numero, affidando a quelle soppresse le funzioni di secondo livello attualmente previste per le unioni comunali.

Le idee (e la confusione) sono tante, ma appare ormai certo che qualcosa cambierà. Pare chiaro che qualunque sia il tipo di cambiamento occorrerà ragionare più in grande, allargare gli orrizzonti e le vedute. Io continuo a pensare che sarebbe utile aprire una discussione, coinvolgendo nella medesima i cittadini. Sarebbe un modo appropriato per andare incontro al cambiamento che, lo vogliamo o no, muterà le nostre attuali abitudini di vita, le nostre consolidate certezze.