Proposte per la ripresa a Castel Bolognese

Avendolo richiesto, dopo avere apprezzato l’iniziativa, abbiamo inviato all’Amministrazione comunale – come famiglia – le nostre idee e proposte per la ripresa a livello locale.

Pensiamo che i temi generali di maggiore portata da affrontare, che richiedono un approccio non minimalista, siano: la prossimità (andare incontro) che deve sposarsi con la domiciliarità (possibilità di vivere il più a lungo possibile al proprio domicilio) e il lavoro da casa.

Cosa può iniziare a fare una amministrazione comunale come la nostra su questi temi? Avanziamo in ordine prioritario, almeno per i primi punti, proposte basate sulla nostra esperienza.

A – Occorre coinvolgere esercenti e volontariato per incentivare la consegna della spesa e delle medicine a domicilio (pensiamo che l’attuale situazione – file lunghissime – sia insostenibile); riteniamo critico il fatto che per fare la spesa si debba andare per forza nei supermercati: in questa fase si nota a Castel Bolognese la necessità di avere almeno una macelleria, un pescivendolo e un  mercato alimentare che comprenda il “mercato del contadino”; è opportuno avere nel sito del comune una pagina, continuamente aggiornata, contenente l’elenco dei negozi aperti con orari e disponibilità per la spesa a domicilio.

B – E’ necessario avviare nel più breve tempo possibile un efficiente monitoraggio epidemiologico sul territorio. Un sistema di vigilanza che intercetti i casi sospetti, che faccia tamponi per scoprire i positivi e test sierologici per individuare gli immuni;

C – Organizzare le modalità per aprire alcune attività con garanzia del distanziamento. Suggeriamo di partire da:

  • Orti (tutti), sia quelli sparsi nel territorio, che quelli comunali, con regole e controlli – per questi ultimi – come già suggerito da alcuni ortolani;
  • Attività fisica, individuando come sede il parco fluviale e tutto l’argine del Senio da Tebano al Ponte. Con regole e controlli circa il distanziamento e con orario di fruizione;
  • Aprire due parchi comunali (sopra e sotto la via Emilia) per i bambini (fino a 5 anni) e per le persone non deambulanti (con regole e controlli).

Sul tema della prossimità, suggeriamo ancora questi temi di interesse locale.

La nostra (buona) Casa della salute è già nel contesto di una politica di prossimità. La prima cosa che pare opportuno fare è dare respiro alla Medicina di Gruppo, ampliando gli spazi a sua disposizione. In secondo luogo sarebbe necessario affrontare il tema della presenza H24 dei Medici di base e ri-orientarli verso le case dove si trovano gli ammalati.

Pensiamo sia opportuno potenziare il ruolo delle Assistenti sociali le quali dovrebbero andare maggiormente verso le famiglie problematiche, anche “motu proprio”.

Riterremmo utile orientare una politica di ristrutturazione edilizia che porti verso la migrazione degli anziani al piano terra delle abitazioni.

Pensiamo sia necessario promuovere con agevolazioni concrete le botteghe di vicinato (le quali però devono spingere l’informatizzazione e il servizio a domicilio). Crediamo sia un errore – da correggere quanto prima – il fatto che nell’area Bangela – 1000 persone a regime – non ci siano botteghe, un parco, aree di gioco per i bambini. Tutti temi questi che richiamano la prossimità.

Occorre favorire la ciclabilità per tutti e la deambulazione delle persone anziane (rete di percorsi ciclabili, come programmato e spazio – 80 centimetri – fra il confine delle abitazioni e il parcheggio delle auto).

Ultimo tema, l’alfabetizzazione informatica. L’esperienza del lavoro da casa – e anche per quanto riguarda la scuola – non dovrà andare persa. Le priorità pensiamo siano: la rete in ogni famiglia e la formazione all’uso dell’informatica (calibrata sui vari target di utenza).