L’orto nella fase del riscaldamento globale

Siamo ad inizio inverno in un clima che da anni sta cambiando. Per solito con le prime gelate di inizio novembre la campagna andava in riposo. Anche l’orto sentiva il freddo. Messi i cardi ad imbiancare in tagliola sotto un leggero strato di terreno, avevamo rincalzato di terra i finocchi e i porri. I radicchi di Chioggia si erano già protetti mettendosi a palla; i cavolfiori invernali stringevano le foglie interne attorno al virgulto che ai primi tepori sarebbe poi diventato frutto. I radicchi di campo, gli spinaci, le fragole, i carciofi avrebbero deperito le foglie, ma conservato la radice per ripartire sul finire dell’inverno.

Da qualche anno le cose sono cambiate. Non fa più freddo, Le gelate di fine autunno si sono rarefatte; quest’anno fino ad ora solo un notte si è andati sotto zero, di poco. In compenso temperature alte, piante in difficoltà, le mele a maturare sull’albero senza prendere colore. Con l’aggiunta di tanta pioggia. Quest’anno, a cavallo del dieci novembre, non abbiamo avuto l’estate di San Martino. Solo piogge intense che hanno fatto si che molti contadini non abbiano potuto ancora seminare il grano e che tanti ortolani, come chi scrive, non abbia potuto mettere a dimora, appunto per San Martino come si conviene in Romagna, piselli e fava. E con difficoltà scalogna, cipolla e aglio.

Solo ieri ho deciso di seminare piselli e fava. Non che il terreno fosse asciutto, ma era lavorato e a giudizio dei contadini del bar, fino a Natale si può fare. Vedremo.

In compenso il clima mite consente di protrarre il raccolto di ottimi prodotti. La sorpresa di ieri è stata quella di una rigogliosa palla di cavolfiore invernale, fortemente in anticipo sul tempo. La cassetta dei prodotti mostra tre tipi di radicchio (Chioggia, Verona e Mantova), quattro tipi di cavolo (cavolfiore, cavolo nero, broccolo, cavolo di Bruxelles), oltre a splendidi finocchi e qualche porro. Volendo sarebbero stati disponibili anche i radicchi di campo, gli spinaci e le erbette.

Racconto queste cose, pensando che qualcuno possa leggerle con piacere. Tanto da appassionarsi a coltivare un orto. Il nostro comune ne ha ancora dei disponibili, non perdete l’occasione. E se qualcuno vi dice che l’orto è bello ma costa e non conviene, sappiate che non è vero. Coltivare un orto conviene anche economicamente. Occorre sapere che se si è bravi si può avere verdura per tutto l’anno. Questo significa che per tutto l’anno la cucina della famiglia è fortemente condizionata dai prodotti dell’orto. Non è solo questione di avere il contorno per le pietanze, vedrete che piano piano le verdure si mescoleranno e condizioneranno le minestre e i secondi piatti, per non parlare dei crostini. E questo comporta un risparmio da me calcolato in una cifra che balla fra mille e duemila euro all’anno.