Aprire al Movimento 5 Stelle

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Dall’inizio di gennaio si è capito che le cose non andavano. Penso che in tanti ci siamo chiesti perchè il Pd non cambiasse tipo di campagna elettorale. Ogni giorno abbiamo subito colpi sempre più devastanti e noi zitti, con una campagna di basso profilo, incentrata sulla responsabilità, quando i cittadini chiedevano cambiamento. Ancora una volta siamo apparsi conservatori, mentre tantissimi cittadini volevano cambiare. Purtroppo il risultato è stato che abbiamo perso 8 punti e qualche milione di voti sul 2008.

Ora servono nervi saldi e lavorare per la governabilità e il cambiamento. Le strade sono poche e nessuna certa. Chiedavamo di avere in partenza la maggioranza sia alla Camera che al Senato, per poi eventualmente coinvolgere Monti. Gli elettori hanno sbarrato entrambe le strade. L’unica possibilità che vedo (auspico) è una lettura del dato elettorale sotto il punto di vista della richiesta di cambiamento.

Penso (spero) che non si accrediti la tesi che “hanno vinto i populisti”, accomunando nel giudizio il Pdl e M5s. Mentre Berlusconi è chiaramente “l’uomo solo al comando”, avvalendosi in ogni maniera del proprio personale potere economico, il Movimento 5s, tende ad affidare il potere ai cittadini, sfuggendo alla mediazione dei partiti. In parte, ma solo in parte, è quello che ha tentato di fare il Pd con le primarie.

In sostanza ha vinto la “rete” contro il vecchio modello di società fondato sull’organizzazione partitica strutturata. Questo è populismo? Non so. Potrebbe rappresentare il segnale di un cambiamento, forse irreversibile, del modello di democrazia così come si è consolidato nel dopoguerra in Europa. E perchè non vedere nella tendenza ad affidare maggiore potere ai cittadini, un’assonanza con i principi della nostra Costituzione che nei primi basilari articoli parla di: popolo, uomini, cittadini?

Questo sommario ragionamento mi porta a dire che il Pd dovrebbe pensare di avanzare una proposta politica chiara di governo al M5s. Una proposta coraggiosa, senza traccheggiamenti, basata su pochi punti forti condivisi del tipo: green economy, legge anticorruzione, legge sul conflitto di interesse, dimezzamento dei parlamentari, riduzione del peso della politica, salario di cittadinanza. E passare la palla al Movimento, il quale a quel punto dovrà per forza riflettere.

Ovviamente, la premessa per una proposta di questo tipo è quella di chiudere, senza tentennamenti, alla possibilità di un governo con Berlusconi. Se il Pd non è fin d’ora chiarissimo su questo, costi quel che costi, alle prossime elezioni avremo M5s al 35% e il Pd al 15%.