Una settimana nella Liguria di ponente

Ospedaletti (Im) – Edilizia moderna

Siccome gestisco questo spazio come un servizio, esprimo alcune personali considerazioni che possono tornare utili a chi vuole visitare questa terra (di confine). Riguardano le cose più belle e quelle più brutte che ho visto. Andrebbero lette assieme ai tre articoli specifici che ho pubblicato nei giorni scorsi dal titolo: In bike fino a Sanremo, Diano Castello, Cervo.

Come base abbiamo scelto Diano Marina (6.100 ab). Dista da Castel Bolognese 450 km. E’ una cittadina con origini molto antiche, ma che si perdono in uno sviluppo urbanistico caotico. Abbiamo visitato il tratto di costa che va da Cervo a Ospedaletti.

L’economia. La città vive di turismo, particolarmente quello delle “pantere grigie”  – che trovano conveniente svernare in quei luoghi assai temperati – e di agricoltura, anche in questo caso in ragione del clima. Olive taggiasche, agrumi, ortaggi, fiori, vino (Vermentino) sono le coltivazioni di punta. Molte piccole aziende contadine si sono trasformate in Agriturismi e per diversificare ospitano anche i camper. In genere offrono i loro prodotti, trasformati con maestria e di ottima qualità.

“Al Roseto”. E’ il nome dell’Agriturismo che ci ha ospitato. Dista 700-800 metri dal mare. 140 piazzole tipo camping e tutti i servizi offerti dai campeggi. Sono specializzati nella coltivazione delle rose. Il costo varia da 13 a 18 euro al giorno, secondo la stagione. WiFi gratuito. E’ silenzioso, i proprietari sono accoglienti e disponibili. Insomma, un’ottima soluzione.

 

 

 

 

 

 

 

Sanremo – Il lungomare

 

 

 

 

 

 

La costa. La spiaggia di sabbia è pressochè inesistente. Scogliere o cemento. Con la sola eccezione del comune di Cervo. Piccole aree di ristoro per i bagnanti sono ricavate in genere su cemento o ghiaia. In compenso ogni marina dispone di ampi viali alberati per il passeggio, in genere belli e curati.

Il verde. Il clima favorisce il magnifico splendore delle piante grasse e delle palme. Tanti carrubi e lecci. Molti arbusti fioriti. Molto belle anche le piante di agrumi, ce ne sono dappertutto, con i loro frutti apparentemente maturi. Poi le distese di olivi, spesso secolari, che cingono i piccoli borghi sorti nelle collinette ai piedi delle alpi (Marittime).

Le marine. A mio parere, gli ambienti di maggior pregio da visitare e nei quali sostare sono i crocicchi di case costruite attorno agli antichi porticcioli. Spesso sono circondate da palazzi e alberghi, ma cercandole si trovano. La loro impronta è medioevale. La chiesa, la piazzetta, piccoli locali, strette viuzze, case colorate e ancora abitate, il chiacchiericcio della gente. L’aria che si respira odora di mare.

La viabilità. E’ poco, o per nulla curata. Spesso caotica e inconcepibile per chi vive nelle nostre cittadine romagnole. Il dominio delle auto è incontrastato. La segnaletica a terra è quasi totalmente assente, con la sola eccezione dei parcheggi. Spessissimo con righe blu, quindi a pagamento anche in bassa stagione.

 

 

 

 

 

 

 

Diano Castello (Im) – Arancio

 

 

 

 

 

 

Il pesce. Nei piccoli porticcioli delle marine sono ancora attive piccole barche di persone dedite alla pesca. Noi ci siamo serviti alcune volte dai pescatori nel porticciolo di Oneglia. E’ stato un grande piacere perchè nulla è di più gradito del cucinare e gustare pesce appena pescato.

I prodotti. Siccome quando viaggiamo amiamo cucinare i prodotti del posto, qui ci siamo trovati molto bene. Perchè oltre al pesce abbiamo potuto costantemente servirci dei prodotti dei vari negozietti serviti dagli agriturismi del posto. Quindi ottimo olio di annata, quello delle olive taggiasche (10 € al litro), agrumi, prodotti dell’orto come carciofi, pomodori, peperoni. Meno bene per il pane e per le piccole ristorazioni al bar.

I palazzi di Ospedaletti. Ho già detto del caos urbanistico presente. Ma non basta. Abbiamo visto l’inimmaginabile. Alcuni enormi palazzi costruiti a sbalzo. Parte della base dei palazzi poggia sulla roccia, parte invece è letteralmente sospesa sul vuoto sopra altre case (foto). Insomma, ci vuole fantasia e coraggio nel fare una cosa del genere.

Sanremo. Sarà per via del Festival della canzone e della famosa Corsa ciclistica, che la fanno visitare con un occhio di riguardo e ben disposti, a noi è piaciuta. I palazzi, le ville, il bellissimo viale alberato con grandi palme del lungomare, i tanti parchi, il Casinò, il teatro Ariston, la grande fontana all’inizio di viale Roma dove i corridori iniziano la volata appena scesi dal Poggio, le botteghe di lusso, conferiscono alla città un aspetto regale e rispettoso.

 

 

 

 

 

 

 

Sanremo – Verso la stazione FS

 

 

 

 

 

 

I treni. A Sanremo hanno fatto la nuova stazione. E’ ricavata sotto la montagna. Pare di fattura sproporzionata (chissà quanto costosa) rispetto ai 2 binari della linea ferroviaria. Ma la vera sorpresa è che si esce allo scoperto dopo avere percorso un grande tunnel lungo non meno di un chilometro. Mai vista una cosa simile. Visto invece il disservizio del treno dove abbiamo rischiato di rimanere intrappolati causa il blocco di varie portiere.