Casal Baronio e i cani

Ne parlo usando il vecchio toponimo, perchè non vorrei arrecare danno ad una piccola e bella località balneare della nostra provincia che però, a mio parere, ha un problema. Quello della presenza di un numero veramente sorprendente di cani. Sabato la porzione di spiaggia libera, duecentro metri di bella duna, era letteralmente invasa da centinaia di cani.  Parte liberi di fare il bagno con i bambini. Parte tenuti al guinzaglio da padroni, spesso divertiti di farli azzuffare. Più che una spiaggia sembrava un circo.

La sera in piazza, al concerto-cover per famiglie di Vasco Rossi, più o meno la stessa scena. Più cani che bambini, con la particolartità che ognuno di loro, benedetti amici a quattro zampe, vedendosi in tanti, si sono dimostrati principalmente dediti a segnare il territorio. Che poi si trattasse di un’aiuola fiorita, della vetrina di un negozio, della porta di un’abitazione, di un palo della luce, della gomma di un’auto, naturalmente, non gliene è fregato nulla.

Mi chiedo se il comune di Ravenna abbia dettato regole per la tenuta e la conduzione dei cani. Penso, spero, di sì. Allora è il caso di farle consoscere ai cari ospiti e di farle rispettare. Anche a Casal Baronio.

Io voglio bene ai cani. Nella eccezione del rapporto che ho conosciuto fin da piccolo. Il cane, il cortile, la cuccia. La funzione del cane come aiutante e guardiano. Quindi amico, ma cosa diversa e separata dall’abitazione e dai figli. Questa cultura deriva dalla mia natura contadina, dal concetto di famiglia che da essa discende e che comporta la primogenitura dei figli e dei nipoti. L’impressione, e spero sia solo una errata impressione, è che oggi i cani rappresentino in molti casi un surrogato dei figli e degli affetti. Quindi, una grande tristezza.